Fissarsi sul proprio “successo”
“Applicazione intensa ed esclusiva su un determinato oggetto del pensiero. Più spesso, pensiero fisso, ostinato e per lo più morboso”. Così il dizionario Treccani definisce la parola “fissazione”...

“Applicazione intensa ed esclusiva su un determinato oggetto del pensiero. Più spesso, pensiero fisso, ostinato e per lo più morboso”. Così il dizionario Treccani definisce la parola “fissazione”, quando è riferita all’attività mentale; aggiunge poi che in psicanalisi si tratta del “legame con uno stadio di sviluppo dell’infanzia, che persiste interferendo negativamente con l’adattamento progressivo alla realtà”.
Papa Francesco ha scelto di usare proprio la parola fissazione per definire «la smania di essere visti, approvati e lodati» che pervade un po’ tutti, fino a portarci a vivere nell’affanno. Lo ha condiviso in occasione della XXXIX Giornata mondiale della gioventù (domenica 24 novembre) facendo ben emergere che tutto questo non diminuisce con l’aumentare dell’età, anzi. In una cultura che «si riduce a sgomitare, competere, fingere, scendere a compromessi, svendere i propri ideali pur di avere un po’ di approvazione e di visibilità», ha invitato proprio i giovani ad essere attenti e a dare il buon esempio.
Ha specificato: «La vostra dignità non è in vendita» prima di aggiungere l’invito a cambiare la prospettiva da cui guardare e farsi guardare. «Dio vi ama così come siete, non come apparite»; e ancora: «Non truccatevi l’anima, non truccatevi il cuore; siate come siete: sinceri, trasparenti. Non siate stelle per un giorno sui social o in qualsiasi altro contesto. Il cielo in cui siete chiamati a brillare è più grande: è il cielo dell’amore infinito del Padre che si riflette in tante piccole luci». Sul dove si trovino queste ultime, ha dato dei nomi specifici pur non esaustivi: «Nell’affetto fedele degli sposi, nella gioia innocente dei bambini, nell’entusiasmo dei giovani, nella cura degli anziani, nella generosità dei consacrati, nella carità verso i poveri, nell’onestà del lavoro». Con una certezza che, per la fede, ci accompagna: «Quello che salva il mondo è la gratuità dell’amore. E l’amore non si compra, non si vende: è gratuito, è donazione di se stessi».
Legato a ciò, pure un aspetto molto importante per papa Francesco, ovvero la capacità di sognare, che vale «più del successo e della fama». “Sogna ragazzo sogna”, ha scritto Roberto Vecchioni nella notte prima del suo pensionamento dopo 55 anni da insegnante: è la forza dei giovani, ma anche ciò che oggi rischiano più ferocemente di perdere, se non ci sono adulti e anziani a permetterglielo, anzi, in qualche modo ad obbligarli. Perché se i giovani non sanno più sognare, allora la storia è bella che finita.
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