Presentato a Villafranca il restauro di quattro reliquiari

In due di essi reliquie di san Felice di Nola e san Vincenzo

| DI Nicola Cordioli

Presentato a Villafranca il restauro di quattro reliquiari
È stato presentato lo scorso 28 gennaio alla cittadinanza di Villafranca il restauro dei quattro reliquiari lignei conservati da secoli nel duomo e riportati alla loro antica bellezza grazie al contributo delle imprese associate. Il lavoro è stato realizzato dall’Accademia Statale di Belle Arti di Verona, a cura di Sofia Mengalli, che ha seguito il progetto come tesi di laurea, seguita dalla docente e restauratrice Giovanna Jacotti. Alla presenza di don Daniele Cottini, parroco moderatore, don Antonio Scattolini, incaricato del Servizio della pastorale dell’arte, ha introdotto brevemente i presenti sul significato e l’importanza delle reliquie. La giovane studiosa ha poi esposto, in maniera chiara ed esaustiva, il lavoro sugli oggetti religiosi, due reliquiari a fiala e altri due a tabernacolo (ognuno realizzato con un tipo di legno diverso), con una presentazione dove, muovendosi tra interventi di preparatura e doratura, tra dati identificativi e spiegazione sulle tecniche esecutive e lo stato conservativo, senza dimenticare la parte burocratica, è arrivata a riassumere l’intervento di restauro vero e proprio e la sua ricollocazione finale.I due reliquiari a fiala risalgono a fine XVII-inizio XVIII secolo e sono menzionati per la prima volta nel 1712 nella visita pastorale del vescovo Barbarigo, mentre quelli a tabernacolo sono della seconda metà del XIX secolo. Il restauro vero e proprio è stato realizzato tra gennaio e settembre 2025, mentre tra settembre 2024 e settembre 2025, si è monitorato il microambiente (con rilevamento delle temperature ogni ora) dove erano e sono ancora collocati, in una nicchia a sinistra dell’altare, valutata poi sede idonea anche oggi. Nei due reliquiari a fiala ci sono frammenti dell’osso d’omero di S. Felice martire di Nola (primo vescovo della città, vissuto nel III secolo, sempre venerato come martire, anche se in realtà non era stato ucciso) e parte della calotta cranica di S. Vincenzo, martire di Saragozza (diacono vissuto tra III e IV secolo, morto sotto le persecuzioni di Diocleziano e martire più popolare della Spagna). L’opera di recupero rappresenta un esempio concreto di collaborazione tra mondo imprenditoriale, formazione accademica e tutela del patrimonio culturale. L’intervento è stato reso possibile anche grazie al contributo delle imprese associate ad Aiv (Associazione Imprenditori – L’Impresa di Crescere) di Villafranca.

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