Nogara, si avvicina la nuova parrocchiale

Presto al via i lavori per realizzare la chiesa grazie ai fondi dell'8x1000

| DI Cecilia Tomezzoli

Nogara, si avvicina la nuova parrocchiale
“Avvicinandovi a Lui, pietra viva, rifiutata dagli uomini ma scelta e preziosa davanti a Dio, quali pietre vive siete costruiti anche voi come edificio spirituale”: con queste parole tratte dalla Prima lettera di san Pietro apostolo, la parrocchia di Nogara annuncia in una brochure la costruzione, nel cuore del paese, della nuova chiesa, edificio di pietre e mattoni, ma icona delle pietre vive che formano la comunità.
Tutto iniziò la mattina dell’8 settembre 2022, festa della Natività della Beata Vergine Maria, quando, a seguito della caduta di parte del controsoffitto, che fortunatamente non comportò conseguenze alle persone, e di verifiche tecnico-strumentali sulla capacità portante della copertura e delle strutture, si rese necessario chiudere al pubblico la chiesa costruita nel 1959 e, dopo un’attenta valutazione dei costi-benefici legati ad interventi di sistemazione della copertura, la comunità iniziò a prendere in considerazione la proposta del vescovo Domenico Pompili, avanzata nel corso dell’assemblea in chiesa a Caselle nel dicembre 2023, di edificarne, sul sito della precedente, una nuova più sicura, finanziabile con l’8xmille alla Chiesa cattolica. Dopo la consultazione dei parrocchiani, che si espressero nello stesso mese al 72% a favore della demolizione della chiesa e della costruzione della nuova, si intraprese un lungo percorso partecipativo, supportato dai volontari laici della “Bottega di Giuseppe”, per ascoltare e coinvolgere la comunità, le associazioni locali, l’amministrazione comunale e la società civile: non era facile infatti decidere di abbattere la chiesa esistente, a cui si legavano momenti importanti per tutta la comunità e ricordi personali delle famiglie.
«Sono stati compiuti passi di comunione – sottolinea don Andrea Anselmi, dal 2021 parroco di Nogara e Campalano-Caselle e dal 2025 anche di Bonferraro e Pampuro – ed è nato un lavoro di sinergia, sostenuto dal Vescovo e dalla Diocesi, che ha visto la collaborazione di volontarie e volontari, impegnati fattivamente anche nello sgombero della vecchia chiesa, di cui si sono recuperati arredi, vetrate e rivestimenti marmorei da riutilizzare nella nuova. Il Crocifisso dell’altare maggiore, le statue del Sacro Cuore di Gesù e del Sacro Cuore di Maria, a cui la gente è molto devota, il tabernacolo, il fonte battesimale, le acquasantiere, le croci della dedicazione saranno ricollocati nella nuova chiesa, in modo tale che rimangano, rivisitate con creatività, tangibili tracce del passato. La comunità non è stata demolita e sta dimostrando di andare al di là delle pietre; anzi, in questo momento che potremmo definire di “esodo”, si sta riscoprendo più comunità. Nuova la dedicazione della parrocchiale, che verrà intitolata al Padre Nostro: con questa scelta rimarchiamo l’essenza della nostra fede e il cuore della missione di Gesù, venuto per annunciare l’amore del Padre».
Il 5 ottobre si sono conclusi i lavori della Commissione giudicatrice delle offerte per l’assegnazione dell’appalto dei lavori della nuova costruzione e, dopo la raccolta delle manifestazioni di interesse dello scorso luglio, che ha visto l’adesione di ben 25 operatori economici, è stato dato avvio alla gara d’appalto attraverso l’invito a partecipare alla procedura negoziata senza bando rivolto a 8 imprese. La gara è stata vinta dalla ditta Rigon Costruzioni Edili S.r.l. di Cologna Veneta, la quale ha proposto la migliore offerta tecnico-economica su un importo lavori a base d’asta pari a 2.678.000 euro. La spesa totale prevista per i lavori di demolizione e la nuova costruzione è di 3.886.000 euro, con la copertura da parte del contributo Cei, derivante dai fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica annualmente previsti per gli interventi di questa tipologia, per un importo di 2.655.000 euro.
«Entro il 30 novembre è previsto l’avvio dei lavori, che avranno una durata di 24 mesi – dichiara l’architetto Mirco Filippo Marconcini, responsabile del progetto – ma già nei prossimi giorni inizieranno gli scavi necessari per ospitare le nuove fondazioni in calcestruzzo armato, realizzati dall’impresa DBF ScavInerti S.r.l. che si è già occupata della demolizione del vecchio fabbricato. Il nuovo edificio di culto, progettato dagli architetti Simone Sfriso e Massimo Lepore dello studio TAMassociati di Venezia, prevede una costruzione a pianta quadrata, per una superficie di circa 860 mq, completa di una torre campanaria, del nuovo sagrato e della realizzazione di un giardino di circa 1.000 mq, ricavato tra la nuova chiesa e gli esistenti edifici per le attività pastorali e la canonica. La nuova chiesa rappresenta un intervento fortemente innovativo dal punto di vista architettonico, con bassissimi consumi energetici e spazi completamente accessibili».
S’innalzerà il campanile nella piazza fulcro della vita del paese, che prima ne era priva, segno forte di appartenenza per l’intera comunità, che, in continuità con il passato, si proietta nel futuro.

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