Nel nome di san Carlo Acutis

Il 9 marzo a San Floriano il conferimento del Premio di poesia spirituale-religiosa poi l’arrivo di una sua reliquia e l’intitolazione del salone parrocchiale

| DI Francesca Boari

Nel nome di san Carlo Acutis
«Non c’è limite alla santità». È l’invito semplice e diretto che Antonia Salzano affida alla comunità di San Floriano Martire in Valpolicella, in occasione della prima edizione del Premio nazionale di poesia spirituale-religiosa dedicato al figlio, Carlo Acutis. Parole che non si ascoltano tutti i giorni e che la madre consegna alla parrocchia, pronta a vivere un intenso cammino di fede che culminerà con l’accoglienza di una reliquia del giovane santo. «Possa essere questa venuta della reliquia un segno di speranza per voi, ma soprattutto un invito a diventare santi come Carlo, anche di più, perché non c’è limite alla santità». Nel suo messaggio Antonia richiama i tratti essenziali della vita del figlio: Eucaristia quotidiana, adorazione, Rosario, Parola di Dio. «Proviamo a spegnere un po’ la televisione, gli smartphone, la musica – ha detto – e lasciamo che la Parola scavi dentro di noi». Non una proposta straordinaria, ma una via possibile per tutti: «Non dico di fare come Carlo ogni giorno, ma almeno cercare di pregare un po’ di più». La santità, ricorda, è lasciare entrare Cristo nella vita ordinaria fino a trasfigurarla, come è accaduto per suo figlio.
San Carlo Acutis
San Carlo Acutis
Il Premio, nato da un pellegrinaggio ad Assisi e dall’intuizione di Silvano Zorzi, 84 anni, responsabile culturale della Pro Loco di San Pietro in Cariano, ha superato le attese: circa 400 elaborati inviati da 204 partecipanti, dall’Italia e dall’estero. La premiazione si terrà lunedì 9 marzo alle 20.30 alla presenza del vescovo Domenico Pompili. Per Maurizio Cortese (Verona), primo classificato con Soglia per chi arriva tardi, la poesia è ricerca di quell’Infinito che si manifesta nella disponibilità di un cuore semplice: «Sento Carlo in consonanza con i nostri tempi». Alberto Arletti (Modena), terzo classificato con Poi, ha riletto il dramma del sisma emiliano del 2012 in una luce spirituale “sottotraccia”, cercando tra le macerie un segno di speranza.«Abbiamo scelto Carlo come patrono della nostra unità pastorale per il forte messaggio che offre ai giovani e alle famiglie», spiega il parroco don Amos Chiarello, ricordando le Giornate eucaristiche e la mostra dei miracoli eucaristici ideata dal Santo. «L’arrivo della reliquia, che sarà collocata sotto l’altare maggiore, è segno di una presenza che accompagna il cammino della comunità, chiamata a usare ogni strumento – anche i media – per incontrare e annunciare il Vangelo». 
Il premio è solo una tappa di un percorso più ampio: il 6 giugno il salone parrocchiale, in occasione delle cresime, sarà intitolato a san Carlo e in maggio è previsto un pellegrinaggio ad Assisi. All’esterno della chiesa, dodici leggii esporranno per tutto l’anno le poesie vincitrici. È ancora Antonia, madre di Carlo, che indica la strada da percorrere: «Carlo ha vissuto una vita ordinaria, spalancando il cuore a Cristo. Solo Lui può rendere la nostra vita straordinaria». Attraverso un’intensa vita sacramentale – racconta – era arrivato a dire dopo la Comunione: «Gesù, accomodati pure, fa’ come fossi a casa tua».Antonia ha rilanciato anche la missione digitale del figlio: proprio nel giorno di San Valentino è stata presentata una nuova app sui miracoli eucaristici, sviluppata dal Santuario di San Carlo per accompagnare il crescente culto del giovane santo, canonizzato nel 2025. Un modo attuale per continuare a “vivere alla presenza di Dio”, portando nel mondo digitale quell’annuncio che per lui era l’“autostrada verso il cielo”. E così quell’invito iniziale – «Non c’è limite alla santità» – diventa programma concreto per una comunità intera.

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