San Massimo - Felicità è partecipare ad un Grest pieno di emozioni e pensieri

Coinvolti 140 ragazzini con 60 animatori

| DI Redazione Online

San Massimo - Felicità è partecipare ad un Grest pieno di emozioni e pensieri
“Dottore, che sintomi ha la felicità?”. Questa è la domanda che ha interrogato il noto cantautore e disc jockey italiano Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti. È la stessa domanda che ha interrogato anche noi, arrivati all’ultima settimana del Grest 2026.
La felicità è una delle molte emozioni che abbiamo indagato, nel gioco, durante queste settimane. Tema conduttore è stato il noto film d’animazione del 2015 Inside Out. Qualcuno dirà che siamo fuori tempo massimo per proporre questa tematica. Tutt’altro, ci verrebbe da rispondere. Il tema delle emozioni è trasversale a tutte le età e a tutte le stagioni della vita; il vissuto emotivo ci accompagna dalla sveglia del mattino al riposo della sera. Si ha, talvolta, la percezione che i nostri ragazzi, preadolescenti e giovani, abitino con fatica questo vissuto. A ben guardare, anche molti adulti. In compagnia di Riley ci siamo accostati al nostro vissuto emotivo, che è emerso fin da subito al Grest: il desiderio e la paura di buttarsi nel gioco, la rabbia per aver perso qualche torneo pomeridiano, la tristezza quando bisticciavamo per la merenda, ma pure la gioia di aver fatto gruppo, l’entusiasmo per l’impegno nelle gare di ballo e nei giochi a squadre, l’emozione di qualche abbraccio scambiato, la trepidazione per la scenetta del mattino che ci ha fatto conoscere san Francesco d’Assisi in occasione dell’ottavo centenario del Transito. Ci siamo resi conto che, insieme alle emozioni, è altrettanto importante la ragione, ossia il discernimento: il percorso di umanizzazione integrale non può prescindere dall’unione di queste due componenti.
Arriviamo positivamente frastornati da questo viaggio emotivo che ci ha visti impegnati per tre settimane, dalla mattina al tardo pomeriggio. Insieme a 140 ragazzi e ragazze partecipanti, 60 animatori e animatrici hanno collaborato al Grest, affiancati da molti volontari della parrocchia che si sono spesi in numerosi servizi, dalla cucina alle pulizie quotidiane dei locali.
Al termine della storia, Riley ritrova la serenità del proprio vissuto emotivo all’interno del contesto più ampio e rassicurante della sua famiglia. Ci auguriamo che il tempo estivo, che si apre dopo l’esperienza del Grest, sia un’occasione propizia per vivere con maggiore distensione i rapporti familiari, che restano la più bella palestra emotiva.

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