Rizza – Quando il Grest unisce l’intero paese

Esperienza multiforme che si sviluppa per molti mesi

| DI Redazione Online

Rizza – Quando il Grest unisce l’intero paese
Nell’era del “tutto e subito”, ci sono alcune cose che richiedono attesa, come quelle esperienze parrocchiali che i ragazzi assaporano già nel desiderarle, perché attendere è voce del verbo amare. Una di queste è il Grest: un tempo magico e un’atmosfera familiare che sembra sospesa, che vorresti non finisse mai. A Rizza, bambini e famiglie aspettano questo momento di anno in anno e con loro anche gli adolescenti, i giovani e il circolo Noi San Gaetano, che non vedono l’ora di trovarsi per sognare e progettare l’esperienza più inclusiva di tutto l’anno. Già mesi prima, i ragazzi si riuniscono con il direttivo del Noi per ricevere indicazioni, suggerimenti e tanto sostegno. Poi tocca a loro: con fantasia e coraggio, pensano al tema e alla storia per far divertire i bambini del paese e dei dintorni. Sì, perché anche quest’anno, tra i 150 partecipanti, c’è chi bussa dai paesi vicini per poter esserci, semplicemente perché qui ci si sente in famiglia. A guidare questa macchina organizzativa c’è una ventina di giovani dai 20 ai 25 anni, capitanati da Emy e Veronica, che hanno messo in piedi un mese davvero speciale.
Quest’anno l’ispirazione è arrivata dall’Antica Roma, attingendo a un sussidio sul Giubileo, e i responsabili hanno progettato ogni minimo particolare sotto il titolo emblematico di “Rizza caput mundi”. La narrazione si sviluppa come un viaggio nel tempo a cavallo tra passato e presente in cui i legami e la condivisione sono messi a dura prova, con l’obiettivo di compiere una missione: far trionfare la gioia sul grigiore, riscoprendo il valore profondo delle connessioni umane. 
Si parte dall’idea che la felicità autentica nasca dall’incontro dal vivo e dalle relazioni all’interno della comunità, per poi passare al ruolo cruciale dell’animatore, chiamato a essere testimone positivo e ad accogliere i bambini con empatia. Questo cammino richiede ai ragazzi il coraggio di mettersi in gioco quotidianamente per sconfiggere le piccole paure e la tristezza, culminando infine nella speranza, ovvero in uno sguardo positivo verso il futuro capace di costruire una felicità duratura che non si spegne alla fine dell’estate.
Tra i momenti di compiti, svago, musica e laboratori fantasiosi, le connessioni più emozionanti sono state quelle con il territorio, come l’incontro con i volontari della Croce Verde e la loro ambulanza, la visita dei vigili del fuoco con la camionetta e la testimonianza dell’Associazione ciechi accompagnata dai cani guida; tutte esperienze fondamentali per conoscere queste realtà e apprezzare il loro servizio a favore del bene comune. Questa è stata anche l’estate delle novità, a partire dalla gestione dei pasti: una grande squadra di volontari in cucina ha permesso di preparare il pranzo internamente, senza ricorrere al catering. È stata un’esperienza bellissima e formativa, perché durante il lavaggio dei piatti i ragazzi hanno potuto ascoltare le storie dei cuochi, che hanno deliziato circa 200 persone al giorno, inclusi i 90 animatori.
L’altra grande novità dell’anno ha riguardato il gruppo di terza media che, anziché essere inserito subito come aiuto-animatore, ha vissuto un vero e proprio Grest nel Grest: un cammino di formazione esclusivo per diventare gli animatori del domani, battezzato Adonext, ovvero adolescenti un passo avanti. Grazie a un team di animatrici coraggiose, è stato strutturato un percorso speciale e rispettoso della loro età, basato sull’idea che a questa età serva una formazione approfondita e con tempi più distesi. Il cammino di Adonext è stato ricco di laboratori e interventi di esperti, dal truccabimbi con Erika ai palloncini con Ilaria, dai bans musicali con Sara fino alla magia con Alessandro Gardenato, in arte Mago Alesgar. 
Particolarmente profondo è stato il laboratorio di kintsugi, l’arte giapponese di riparare i vasi con l’oro, curato da Anna Ardielli con la sua Amae Paint Experience e il percorso sulle emozioni Progetto Mosaico “Pezzi Unici” guidato da Emanuele Bortolazzi, il cui messaggio centrale ricordava che a rompere sono capaci tutti, ma ricostruire è possibile solo insieme.
Non sono mancate le uscite sul campo, come un’escape room nel centro di Verona, il rafting sull’Adige, il servizio presso la Comunità Madonna di Lourdes a Cerea, la visita alla Polizia locale e al Comune di Castel D’Azzano e una giornata di scambio nel Grest di Beccacivetta; tutte esperienze pensate per formare il gruppo a essere, in futuro, attore protagonista all’interno della comunità. In questo percorso è rientrato involontariamente anche il vescovo Domenico Pompili, che durante l’escape room a Verona ha ospitato i ragazzi in Vescovado per il pranzo al sacco nella splendida terrazza sull’Adige e, successivamente, mentre il gruppo passava in gommone sul fiume sotto casa sua, si è affacciato alla finestra per scambiare un caloroso saluto.
Il Grest di Rizza, però, non è fatto solo dagli iscritti, ma coinvolge l’intero paese: da chi ha donato tempo, frutta e verdura, fino ai commercianti locali – come la pizzeria, la gastronomia, il bar e il supermercato – che hanno regalato il sugo per i pranzi; da chi ha contribuito con i vasi per il giardinaggio a chi, semplicemente, salutava dalle finestre al passaggio dei ragazzi in bicicletta. Senza dimenticare le signore che hanno confezionato i costumi romani per la storia, o chi ha costruito una vera e propria biga per la scenografia e l’animazione. Tutto questo culminerà nella serata finale: una cena insieme e una grande festa dove, ancora una volta, saranno protagonisti tutti i partecipanti al Grest, nessuno escluso. Sarà il modo perfetto per chiudere questo grande e intenso mese di famiglia e comunità.
Don Matteo Selmo

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