“Solo chi ha coraggio riesce a lasciare un segno”. Può essere questa la sintesi della proposta educativa del Grest 2026. Siamo idealmente nella Firenze del Rinascimento, dove un artista di grande spessore, Leon Battista Alberti, deve completare la facciata della chiesa di Santa Maria Novella. Incontrando varie ostilità, sarà necessario per lui acquisire fiducia in sé e coraggio, per non venir meno all’impresa. Durante le giornate di Grest, presso gli ambienti della parrocchia di Gesù Divino Lavoratore, in Borgo Roma, i ragazzi, circa 270, aiutati da un centinaio di animatori e da un considerevole gruppo di adulti, cercheranno di mettersi alla prova, per vedere quanto grande è il loro coraggio. Non dovranno completare la facciata di una chiesa, bensì porre le basi per un futuro da vivere da protagonisti, contenti di mettersi in gioco e di dare pieno significato alla propria esistenza. Nessuno sarà solo in questa impresa: gli amici sono importanti, perché il coraggio vero non è individualismo: è relazione. È un passo fuori da sé, verso l’altro. Così ci ricorda anche il grande architetto Leon Battista Alberti.
Le giornate del Grest sono quindi strutturate con momenti di gioco a squadre e di attività di gruppo, laboratori manuali e pause di distensione. La regola è saper stare insieme in modo costruttivo, aiutarsi, rispettarsi, lavorare per costruire un mondo migliore. E a guidare questa bellissima avventura è sempre il Padre che dall’alto veglia su di noi, il quale per tutti ha progetti di pace e di felicità. Nel suo nome inizia e si conclude ogni giornata di Grest.
Don Federico Zandomeneghi, che si occupa di coordinare tutte le attività e dare un’anima al Grest, osserva: «In un mondo in cui si fatica a vivere in pienezza la relazione con tutte le sue responsabilità e potenzialità, le lunghe giornate condivise in questa esperienza estiva diventano un vero e proprio esercizio di socialità e convivenza. Chiedono a tutti, animatori e bambini, di confrontarsi con l’altro e con la verità di se stessi, mirando ad educare il coraggio e la fatica di rispettare le regole e di chiedere scusa, per divenire già ora, ognuno nel proprio piccolo, costruttori di pace». Anche dalle voci dei bambini e dei ragazzi raccogliamo alcune impressioni. «È un’esperienza molto bella quella che stiamo vivendo. Mi piacciono molto i momenti di gioco e le attività manuali che svolgiamo al pomeriggio», osserva Sara. Leonardo aggiunge: «Mi diverto soprattutto nei momenti liberi: posso conoscere nuovi amici e giocare nel parco. Gli animatori sono sempre presenti e vigilano su di noi». Francesco esprime tutta la sua felicità: «Nonostante il caldo, ci stiamo divertendo molto. Ho imparato a cucinare e a ballare: non lo avrei mai fatto stando a casa». Elisa, mamma di un bambino che partecipa per la prima volta al Grest aggiunge: «Mio figlio torna a casa ogni pomeriggio stanchissimo. Le giornate in parrocchia sono piene. Ma è felicissimo. Lui che amava stare in casa, adesso ha tantissimi nuovi amici e al mattino non vede l’ora di partire per arrivare al Grest. È davvero bello vedere i suoi occhi così raggianti, nonostante la stanchezza!».
Un grazie speciale va a tutti gli animatori, ai responsabili, agli adulti che ci assistono in vari momenti. Un grazie al Comune, che ci aiuta con la mensa, e alla Circoscrizione, che ci mette a disposizione alcuni spazi.
don Andrea Ronconi