Dal Kenya alla Valpantena

La missionaria laica Giulia Lampo e l'incontro con i bambini di Stallavena

| DI Stefano Gaiga

Dal Kenya alla Valpantena
Un ponte di sorrisi, racconti e curiosità ha unito il Kenya alla scuola dell’infanzia “Luigi Tubaldini” di Stallavena. Lo scorso 27 aprile, Giulia Lampo, veronese, laica missionaria comboniana, ha incontrato i bambini della scuola accompagnandoli in un viaggio speciale alla scoperta della vita quotidiana in Africa. Da quasi un anno Giulia vive in Kenya, tra il popolo Pokot, dove svolge il suo servizio missionario soprattutto nell’ambito educativo. Condivide le proprie competenze di insegnante nelle scuole primarie e accompagna anche gli adulti analfabeti in percorsi di alfabetizzazione. Accanto all’impegno scolastico dedica tempo alla pastorale visitando i malati negli ospedali e organizzando attività ludico-ricreative per i bambini dei villaggi.
L’incontro con i piccoli di Stallavena è nato grazie alla coordinatrice e insegnante Stefania Merci, nipote di suor Anna Maria Bombieri, comboniana che da ben 63 anni vive la sua missione in Kenya, a Kariobangi, territorio ai confini dello slum di Korogocho. Attraverso fotografie, racconti e semplici gesti quotidiani, Giulia ha saputo trasmettere ai bambini la bellezza dell’incontro con culture diverse e l’importanza della condivisione. I piccoli ascoltatori si sono mostrati fin da subito attenti e partecipi, anche grazie all’esperienza vissuta durante l’inverno da alcune famiglie del territorio. Samuele, Edoardo e Alessandro, infatti, bambini della scuola, hanno trascorso il Natale con le loro famiglie ospiti in un progetto dell’associazione non profit Mazao contribuendo concretamente alla realizzazione di una scuola dell’infanzia in Kenya. I loro racconti avevano già acceso nei bambini curiosità ed entusiasmo verso quella realtà così lontana ma allo stesso tempo vicina al loro quotidiano. L’esperienza si è trasformata così in qualcosa di concreto e coinvolgente. I bambini hanno voluto sperimentare anche un tipico momento conviviale africano, preparando e condividendo un piatto semplice della tradizione: il chapati, preparato con riso, pollo e fagiolini. La particolarità? Tutto rigorosamente mangiato con le mani, proprio come fanno molti bambini kenyani. Un gesto semplice, ma ricco di significato, che ha permesso ai più piccoli di sentirsi parte di una storia più grande, fatta di incontro, solidarietà e attenzione verso gli altri. Un’esperienza educativa che ha lasciato nel cuore di tutti il sapore autentico della fraternità.

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