Cinquant'anni di missione in Brasile

Madre Pigozzi e suor Accamilesi delle Piccole Suore della Sacra Famiglia

| DI Francesca Boari

Cinquant'anni di missione in Brasile
Madre Simona Pigozzi, superiora generale delle Piccole Suore della Sacra Famiglia di Castelletto di Brenzone, e suor Manuela Accamilesi, segretaria generale, sono da poco arrivate in Brasile. Partite il 14 aprile, sabato 18 e domenica 19 hanno partecipato a Santa Izabel do Oeste alle celebrazioni clou per i 50 anni di presenza missionaria del loro istituto in Brasile. Un anniversario che racconta una storia iniziata come un piccolo seme e diventata, nel tempo, un albero con molti frutti, con vite raggiunte e trasformate.
“Da quel seme, tanta vita”: è l’espressione del fondatore, il beato Giuseppe Nascimbeni, che riconosce la rapida espansione dell’Istituto, diffusosi in Europa e poi in altri continenti. La sua attenzione al “povero popolo” di Castelletto di Brenzone lo rese sempre più sensibile alla missione e alla promozione della persona. Questo desiderio fu trasmesso alle Piccole Suore che, in breve tempo, si aprirono al mondo: nel 1949 l’arrivo in America Latina e, il 19 aprile 1976, l’inizio della presenza in Brasile, nello Stato del Paraná, a Santa Izabel do Oeste.
«L’obiettivo e la sfida – spiega madre Simona – sono stati fin dall’inizio l’evangelizzazione e la promozione della persona». La missione si è espressa nella pastorale parrocchiale, catechetica e liturgica, con una particolare attenzione alle famiglie e ai giovani. «La nostra presenza in Brasile ha sempre avuto un obiettivo fondamentale: rispondere alle esigenze dell’attualità, con attenzione alle famiglie più vulnerabili, alla pastorale dei bambini, degli anziani e della salute».
La formazione della gioventù femminile è un aspetto peculiare del servizio, nella convinzione che «la prevenzione sia il servizio migliore che oggi siamo chiamate ad offrire», soprattutto per chi è più esposto a violenza e precarietà.
Accanto all’attività pastorale sono nati centri di accoglienza e promozione umana, dove ancora oggi vengono accolti molti bambini e ragazzi. «Qui trovano un ambiente familiare e sereno e ricevono non solo un pasto, ma anche la possibilità di istruzione e formazione», racconta madre Simona. Attualmente le suore sono presenti in tre centri, ognuno dei quali accoglie in media 100-150 bambini, in collaborazione con le Caritas diocesane.
Nella pastorale attuale è significativa anche la collaborazione con i laici della Piccola Casa di Nazareth, presenti nelle comunità del Brasile.
Il cinquantesimo anniversario si inserisce nel cammino del Giubileo della Chiesa. «Ci siamo sentite davvero “Pellegrine di speranza” – racconta suor Manuela – perché la speranza ha sostenuto le nostre sorelle lungo tutto il cammino missionario e continua ad accompagnarle». Una speranza che si traduce nel vivere l’Incarnazione immergendosi nella cultura e «mettendosi alla scuola delle persone, soprattutto dei più poveri».
Per suor Manuela questo viaggio ha un significato particolare: «È la mia prima esperienza in America Latina, anche se sono nell’Istituto da 30 anni. Provo trepidazione pensando ai passi delle nostre sorelle che per decenni hanno donato tutto, e insieme gratitudine per poter incontrare le comunità e le persone».
Guardando al futuro della missione, «il sogno è quello di ponti che attraversino l’oceano», non solo verso il Brasile ma tra tutte le realtà in cui le Piccole Suore sono presenti, «per uno scambio sempre più fraterno e fecondo».
Cinquant’anni dopo quel primo arrivo, il seme piantato in terra brasiliana continua a portare frutto e spinge a continuare la missione, nella testimonianza di fede, gioia e carità cristiana.
Le due religiose dopo il Brasile visiteranno anche le altre comunità dell’America Latina.

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