Tra il 18 luglio e il 2 agosto otto ragazzi veronesi hanno vissuto un'intensa esperienza in Brasile. Un viaggio che, prima ancora di essere un’esperienza di servizio, è stato un profondo segno di presenza e di relazione. È importante sottolineare un aspetto fondamentale: non si è trattato della classica “missione” in cui si parte per costruire da zero.
La Chiesa brasiliana, infatti, è una realtà già ampiamente strutturata e vitale. Questo viaggio si è inserito piuttosto nel solco di una solida collaborazione che la nostra Diocesi porta avanti da anni, un vero e proprio scambio tra Chiese per toccare con mano e conoscere da vicino sia la realtà cittadina che quella rurale.
Il Brasile si è presentato ai loro occhi come un Paese all’apparenza ampio e colorato, ma al tempo stesso socialmente vulnerabile e strutturalmente variegato; un luogo che esprime bisogni e necessità che richiedono, prima di tutto, ascolto.
«La prima cosa che ci ha impressionati – raccontano i giovani – è stata la presenza di etnie e culture diverse che convivono in modo pacifico tra loro. In questa convivenza, però, si nascondono fragilità profonde che abbiamo avuto l’occasione di vivere in prima persona».
L'articolo completo è su Verona fedele del 9 agosto 2026, a pag. 22.