Tante le iniziative della Chiesa di Verona in occasione della IX Giornata mondiale dei poveri (domenica 16 novembre). Afferma il vescovo Domenico Pompili: «Gesù nel Vangelo dice che i poveri li avremo sempre con noi e, anche attraverso varie realtà e associazioni che operano sul territorio, ne siamo ben consapevoli, pure del loro aumento. Questa Giornata focalizza un tema che vogliamo continuare a coltivare lungo l’anno e il desiderio è che consenta alla nostra Chiesa di rimanere attenta e di avere sempre un atteggiamento di accoglienza di queste persone, che in varie situazioni rischiano di sentirsi addirittura colpevolizzate».
Il momento unitario più importante è il Giubileo diocesano della speranza e povertà che sarà vissuto sabato 15 novembre. Illustra Lucia Vantini, delegata episcopale per l’ambito della prossimità: «Il Giubileo è l’anno della restituzione; l’anno in cui si riconosce che la povertà non è naturale ma prodotta e che la carità senza giustizia è consolazione che perpetua l’ingiustizia. Il tema di questo Giubileo è la speranza, che non è ottimismo, ma la capacità di continuare a credere che un altro mondo sia possibile, anche quando tutto sembra smentirlo. Vogliamo vivere una giornata non “per” i poveri, ma “con” chi vive una fragilità. In filosofia si dice che “Amare è donare all’altro ciò che non si ha” e quindi anche riconoscere che le cose, come il cibo, non sono un nostro possesso, ma sempre qualcosa che riceviamo in dono e che siamo chiamati a condividere».
Spiega don Matteo Malosto, referente per il Servizio diocesano fragilità: «Il programma del Giubileo prevede alle 12 nella Basilica di San Zeno, il ritrovo di più di 300 persone in situazione di povertà più alcuni volontari che li accompagnano, invitate da diversi gruppi e associazioni, per condividere un tempo di riflessione, testimonianze, preghiera ecumenica e quindi, alle 13.00, il pranzo. Nel pomeriggio, alle 16, al Convento di San Bernardino, il vescovo Domenico Pompili presiederà la Messa aperta a tutta la comunità diocesana. La giornata è organizzata dal Servizio fragilità con la partecipazione di numerosi enti e associazioni che lavorano con la grave marginalità, tra cui Caritas diocesana, Mensa del Barana, Famiglia Canossiana, Adoa, Conferenze San Vincenzo».
Commenta ancora Lucia Vantini: «Momento particolare è sicuramente il pranzo nella basilica di San Zeno, dove siamo abituati a celebrare l’Eucaristia. A tavola noi siamo ciò che mangiamo, ma soprattutto condividiamo ciò che siamo: storie, abitudini, ferite, speranze. E questo è già celebrazione. Celebrazione della speranza di un mondo in cui nessuno abbia più fame, si senta escluso, sia invisibile, patisca ingiustizia. Il desiderio è testimoniare una Chiesa che cura i poveri, che non ha paura di sedersi alla stessa tavola, di condividere lo stesso pane, di riconoscere che siamo tutti, in fondo, mendicanti di senso e di amore. La Messa nel pomeriggio completa il cerchio o meglio lo lascia aperto: dalla tavola condivisa all’altare e ritorno, dall’incontro con i volti alla liturgia che fa memoria del Dio che si è fatto povero per noi, e ritorno alla vita».
Le parole del Papa e altre iniziative a Verona
Il Giubileo diocesano ha come sottofondo alcune parole importanti di papa Leone XIV che, nell’esortazione apostolica Dilexi te descrive la povertà non come una fatalità da accettare con rassegnazione caritatevole ma un’ingiustizia, e nel Messaggio per la IX Giornata mondiale dei poveri esorta la Chiesa e il mondo a riconoscere la povertà in tutte le sue forme, a non abituarsi all’indifferenza e ad agire concretamente con giustizia.
Caritas diocesana veronese e la Rete delle Caritas territoriali di Verona hanno organizzato vari momenti di preghiera, incontri con le comunità per presentare le proprie attività, pranzi solidali, inaugurazioni, nuove collaborazioni, gruppi di confronto tra volontari di territori diversi, raccolte di beni alimentari o indumenti. Tra questi: inaugurazione nuova Bottega della Solidarietà a Castel d’Azzano (domenica 16); raccolta straordinaria indumenti con Caritas Porto di Legnago (sabato 15 e domenica 16); pranzo solidale con Caritas Ai Colli (domenica 16); cena etnica con il Progetto Sai di Fumane (mercoledì 19); proiezione film e testimonianze con Caritas Borgo Venezia (venerdì 21); Officina futuro – World Cafè delle Idee con i giovani di Verona Est (venerdì 21); Open day Emporio Verona Est per i figli delle famiglie dell’Emporio e del Centro di ascolto, con consegna di libri, giochi e biglietti per il cinema Alcione (sabato 22).
L’azione della Caritas a Verona
Nel 2024 la rete capillare dei Centri di ascolto ha supportato 3.778 famiglie per un totale di 10.654 persone, con un aumento del 17% rispetto all’anno precedente. Il 63% è una donna; il 59% ha cittadinanza non italiana; l’età media delle persone ascoltate è di 50,7 anni (a livello nazionale 47,8; le persone supportate hanno titoli di studio tendenzialmente bassi; il 31% lavora. La rilevazione dei bisogni ci dice che l’82,8% delle famiglie presenta problemi di povertà economica, cui seguono i problemi collegati all’occupazione (19,1%) e, in una famiglia su dieci, i problemi di salute, abitativi e familiari. A questi dati si devono aggiungere quelli legati persone fragili che vivono nella marginalità e che hanno difficoltà abitative. Le persone attualmente accolte nelle strutture gestite da Caritas in tutto il territorio della Diocesi, in collaborazione con Servizi Sociali, Parrocchie e Associazioni, sono in totale 425. Inoltre, la Rete Caritas supporta 815 persone relativamente alle spese legate all’abitare (affitti, utenze, spese condominiali).