L'oro della Val Tramigna ha il profumo dell'iris

Il progetto di un coltivatore di realizzare un laboratorio di profumi

| DI Renzo Gastaldo

L'oro della Val Tramigna ha il profumo dell'iris
Giovanni Bagatin, 66 anni, da 30 residente a Tregnago, aveva un sogno nella sua vita: quello di lasciare il suo posto di lavoro in ufficio e di immergersi nel verde e nella natura dedicandosi all’arte dell’erboristeria. E ce l’ha fatta a realizzarlo.
Ora conduce una bella azienda, in contrada Cattazzi sulle colline soprastanti Tregnago, dove propone creme, lozioni e preparati vari estratti dalle erbe. Da qualche tempo gli frulla per la testa un altro sogno, quello di ottenere un profumo dalla pianta di iris, che popola spontaneamente i sentieri della Val Tramigna e della zona compresa fra Tregnago e Campiano. A questo sogno Giovanni sta lavorando con l’aiuto della figlia Irene e del suo compagno Alessandro.
L’iris, anche noto come giaggiolo, appartiene alla famiglia delle Iridacee, una delle famiglie di fiori con più specie (più di 200). In botanica questa pianta viene abitualmente suddivisa fra iris con radici bulbose e iris con radici rizomatose. Sono proprio queste ultime (le più utilizzate in ambito cosmetico e curativo) ad essere presenti nel Veronese.
«L’iris è una pianta che da sempre caratterizza le nostre zone e che, oltre ad abbellire con i fiori di colore lilla o blu i bordi delle nostre strade, fino a una trentina di anni fa costituiva una forma di reddito integrativo per la gente dei campi non ancora totalmente focalizzata sulla coltivazione delle vigne – spiega Bagatin –. I rizomi della pianta venivano fatti essiccare e poi polverizzati per essere infine ceduti ai mediatori francesi o toscani che periodicamente passavano per le varie corti rurali ad acquistarli, per poi rivenderli a loro volta spesso ai più rinomati laboratori di profumeria di Grasse, la città francese capitale delle essenze profumate», aggiunge l’erborista.
Resta da spiegare cosa c’entrino i rizomi della val Tramigna con i francesi: «Il cosiddetto “burro di iris” che si ottiene dalla lavorazione e dalla distillazione della polvere di iris, costituisce il fissante dei profumi più pregiati; quello “nostrano” è uno dei più apprezzati e richiesti dall’industria profumiera» precisa Bagatin. Il fissante, precisa ancora l’erborista, è la “parte portante” del profumo, quella su cui si innesta l’essenza o il mix di essenze che si impiegano per dare il profumo specifico e particolare al prodotto finale.
«Allora io mi chiedo perché il cerchio non possa chiudersi in val Tramigna, trattenendo su questo territorio i guadagni più consistenti. È vero che occorre per prima cosa convincere gli agricoltori della validità del business e che poi sarà forse necessario costituire un consorzio e attrezzarsi con un distillatore industriale; ma sono tutte questioni che si possono affrontare e risolvere se sull’altro piatto della bilancia c’è un’opportunità concreta e un guadagno pressoché certo. Va detto che, oltre alla diversificazione delle fonti di reddito, c’è un beneficio a livello ambientale in quanto la coltivazione dell’iris non necessita di trattamenti chimici e consolida i terreni», sottolinea.
La fragranza di iris si estrae dai rizomi decorticati ed essiccati. Il procedimento di estrazione del profumo è abbastanza lungo e laborioso. Si devono aspettare tre anni affinché la pianta arrivi a maturità, poi si può procedere alla raccolta, si mettono i rizomi a seccare e si attende per un altro periodo della durata di tre anni. Al termine compaiono le molecole aromatiche chiamate “ironi”, che danno la profumazione caratteristica del sentore di violetta.
Il materiale ottenuto si addensa rapidamente e assume una consistenza cerosa. Da cui deriva la denominazione “burro” di iris. La resa, come per tutti i profumi, è piuttosto bassa: con mille chili di rizoma fresco si ottengono 250 chili di prodotto essiccato, che andrà macinato e distillato rendendo... 2 litri di olio essenziale. Un chilogrammo di questo burro sul mercato può valere dai 18 ai 20mila euro.

Tutti i diritti riservati

!w-[42px] !h-[42px]
Sei un abbonato a Verona fedele e desideri consultare il giornale anche via web, sul tuo computer, su tablet o smartphone?
Lo puoi fare in modo rapido e gratuito. Ecco alcuni semplici passaggi per accedere alla tua edizione online e per installare l'App:
In fase di aggiornamento...

w-fullw-full