La Biblioteca del brigante di Velo

In un edificio recuperato in una contrada

| DI Roberta Brunelli

La Biblioteca del brigante di Velo
Collezionare libri, regalarli, prestarli, farli muovere è un atto d’amore. E noi amiamo le persone e i libri perché sono sogni, curiosità, meraviglia, creatività, compagnia, arte, scienza, incontro, consolazione, cambiamento. Questo pensiero ha fatto da sottile filo rosso alla nascita, a Velo Veronese, della Biblioteca del brigante. Circa 6mila volumi e infinite storie custodite in un’antica dimora che ha molto da raccontare. L’hanno intuito subito Maurizio Marcato ed Elisabetta De Strobel quando nel 1997 hanno deciso di acquistare e ristrutturare quell’edificio che accoglie chi è di passaggio da contrada Comerlati, rimasto a lungo disabitato.
Marcato, nato a Schio (Vicenza) nel 1954, è un fotografo conosciuto a livello internazionale per le sue immagini legate all’architettura e al design d’interni e per i suoi ritratti. Nel 1994 ha fondato a Verona l’agenzia di comunicazione Terzomillennium assieme a De Strobel che, originaria di Roma, è progettista d’interni e direttrice artistica.
Alla ricerca di una abitazione nella quale trascorrere i fine settimana, si sono imbattuti per caso in un edificio le cui mura sono impregnate di memoria, a partire dal Medioevo. Come struttura, ha cambiato più volte destinazione: da luogo di spiritualità conventuale tra il XIV e il XVII secolo è passato ad essere, alla fine del Settecento, il covo fortificato del leggendario brigante Tommaso Comerlati, detto “Tomasìn”. Per questo la presenza delle alte mura in pietra, dell’invalicabile muro di cinta, delle finestre molto strette pensate per resistere a un assedio.
Dopo la morte del brigante, circostanza avvolta nel mistero, la casa rimase a lungo disabitata. Poi negli anni Trenta del Novecento un facoltoso ma burbero possidente, Giambattista Pomari, detto “Tìta Matarèl”, vi insediò lavoranti e bestiame.
Fino all’arrivo degli attuali proprietari, che hanno rimesso a nuovo il caseggiato, costruendo al suo interno una ricca biblioteca privata su due livelli, sorretti da tronchi d’albero. Da qui, a rotazione, sono presi i settanta libri che chiunque passa dalla contrada può leggere e sfogliare prendendoli da una originale libreria, in materiale di recupero, appesa al muro esterno dell’abitazione. Appunto sempre aperta alla consultazione, sedendosi sul vicino tronco di legno. «Ho costruito questa biblioteca con le mie mani perché i libri, per me, devono avere una casa, uno spazio in cui essere presi, sfogliati, vissuti da chiunque passi da qui», spiega Marcato, svelando il segreto della condivisione.
A occuparsi della selezione, perché i libri non devono restare negli scatoloni ma spalancarsi al mondo per far uscire le storie che contengono, è De Strobel. Cosa si trova? Racconti brevi, aforismi, romanzi, saggi, poesia, testi per ragazzi, romanzi in lingua inglese e storie legate all’immaginario e alla fantasia. Un invito speciale è rivolto a chi passerà dalla contrada e si fermerà, prima di proseguire il cammino, accompagnato dalle avventure appena lette. Il cartello si chiude con un post scriptum: “In ogni libro c’è una frase scritta per te: coglila, annotala e portala con te”.

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