Apre “La Fucina dei sogni”: l’inclusione diventa realtà

Nuovi spazi a Caldiero per persone con fragilità da parte della cooperativa sociale Monteverde

| DI Redazione

Apre “La Fucina dei sogni”: l’inclusione diventa realtà
Il centro polifunzionale “La Fucina dei sogni” è finalmente realtà. È stata inaugurata l’8 novembre a Caldiero, in pieno centro storico, dietro al municipio, la nuova sede della cooperativa sociale Monteverde, che da quasi quarant’anni è impegnata a promuovere servizi per le persone con disabilità e fragilità. “La Fucina dei sogni” si trova in via Zenatello 1, al piano terra di un condominio che era rimasto abbandonato per anni e che è rinato grazie a un radicale intervento di ristrutturazione, che ha interessato anche il piano interrato. Lo scorso anno Monteverde, realtà attiva dal 1986 nell’Est Veronese e in Lessinia, aveva acquistato l’immobile e, dopo aver ottenuto le autorizzazioni dagli enti pubblici, ha realizzato i lavori, coordinati dall’architetto Massimo Dal Forno. 
Una nuova sede con tanti servizi. All’interno della “Fucina dei sogni” è stato ricavato il Centro diurno per la salute mentale “La bussola”, che potrà accogliere fino a 30 utenti con patologia psichiatrica, in convenzione con l’Ulss 9 e la Regione, e in collaborazione con la cooperativa sociale Farsi prossimo. Si tratta di una novità assoluta per il territorio dell’Est Veronese, che va a colmare un vuoto nei servizi. C’è poi un appartamento protetto per progetti di vita autonoma e “Dopo di noi”, dotato di cucina, living, tre camere da letto, due bagni e uno spazio esterno esclusivo, in cui le persone con disabilità e fragilità potranno convivere nei fine settimana, seguite da un educatore della cooperativa. Inoltre, nell’ottica di promuovere l’inclusione e aprire la sede alla comunità, è stato pensato un angolo bar, a cui chiunque potrà accedere sottoscrivendo un’apposita tessera. “Baristi” d’eccezione saranno le persone che frequentano il centro diurno per la salute mentale: un modo concreto per abbattere lo stigma.
La “Fucina dei sogni” sarà accessibile anche per corsi e riunioni, grazie agli spazi ricavati nel piano interrato: lì, oltre ai locali tecnici, agli spogliatoi per gli operatori e a un magazzino, è stata allestita una sala riunioni multimediale e un’area palestra per le attività motorie. Infine, tra le tante novità della nuova sede, c’è la “Fucina della solidarietà”. La storica vetrina di prodotti solidali, finora aperta a Tregnago, si è trasferita a Caldiero. Qui saranno messi in vendita oggetti realizzati con l’apporto delle persone che frequentano i servizi della cooperativa, come la carta riciclata: in bottega si potranno trovare oggetti regalo destinati a eventi quali matrimoni, battesimi, anniversari, lauree, festività ed eventi aziendali. 
Un sogno che si realizza. «La Fucina dei sogni non è soltanto una nuova sede: è un sogno che si realizza in occasione dei 40 anni della nostra cooperativa sociale, che cadranno il 27 maggio 2026 – sottolinea la presidente di Monteverde, Roberta Castagnini –. Questo è un luogo che custodisce il cammino fatto e apre nuove possibilità: più spazio per accogliere, più strumenti per accompagnare, più energia per sognare insieme. Questa è una nuova casa per Monteverde e per tutta la comunità. L’abbiamo pensata il più possibile aperta al territorio: non è destinata solo ai beneficiari dei nostri servizi, ma anche a chi vorrà entrare per conoscerci, bere un caffè, scambiare una parola, stringere dei legami».
Come sostenere questo sogno. L’investimento per realizzare il centro polifunzionale “La Fucina dei sogni” ammonta a circa un milione di euro. Un esborso consistente per una realtà del Terzo settore come Monteverde: ecco perché la cooperativa ha lanciato un’apposita campagna di raccolta fondi per chiedere l’aiuto della comunità. Si può contribuire con una donazione, fiscalmente detraibile o deducibile, finanziando ad esempio un metro quadro della sede, con 372 euro oppure versando 31 euro al mese per un anno. Tra i gesti di generosità finora arrivati, c’è quello dei familiari di Davide Verzini (1983-2024), giovane morto in un incidente motociclistico: in sua memoria i parenti hanno sostenuto la realizzazione di uno degli spazi abitativi che ospiteranno le persone con disabilità e fragilità nella nuova sede. 
Grazie alla comunità. «In occasione dell’apertura dei servizi vogliamo ringraziare tutte le persone, le imprese e gli enti pubblici che hanno creduto in questo progetto, vedendo delle grandi potenzialità in un luogo segnato dal degrado e dall’abbandono – conclude la presidente Castagnini –. Nei primi sopralluoghi della sede avevamo trovato una scritta emblematica su un muro: “Chi ama non si arrende”, lasciata da una mano introdottasi abusivamente; abbiamo voluto mantenerla nella ristrutturazione, incorniciandola, come promemoria per il futuro. Siamo convinti che il bene comune si realizzi così, senza arrendersi davanti alle difficoltà: siamo certi che in questo spazio riqualificato ognuno potrà trovare supporto, ascolto e possibilità concrete di crescita». 

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