Si affaccia sulle acque limpide del lago di Garda e, nonostante sia relativamente “giovane”, la sua è una storia ricca e intensa, attorno alla quale ruotano figure di grande importanza nella vita del paese e della comunità cristiana. La chiesa di San Carlo Borromeo è luogo di incontro e tempio di preghiera non solo per i parrocchiani, ma anche per i turisti che ogni estate si fermano per ammirarla e raccogliersi in preghiera. E vanta, oggi, un campanile completamente rinnovato anche grazie ai proventi dell’8xmille. Frutto di un lavoro di squadra che ha coinvolto diversi attori. Siamo andati a scoprirlo con l’architetto Tiziano Maestrello.
Un po’ di storia. La chiesa di San Carlo Borromeo in Castelletto di Brenzone fu edificata dagli abitanti delle contrade di Castelletto, Biasa e Fasor tra il 1630 e il 1656. Eretta in parrocchia il 10 settembre 1680, nel 1759 fu ampliata. La chiesa attuale venne edificata, al posto della precedente, tra il 1905 e il 1908. Esternamente l’edificio si presenta con una facciata in stile neo-gotico rivolta verso il lago di Garda. Essa confina con la proprietà delle Piccole Suore della Sacra Famiglia ed è il punto di riferimento della comunità cristiana gardesana residente, ma anche di quella che sceglie il lago come metà di soggiorno estivo. La torre campanaria, adiacente al fianco meridionale della chiesa, oggi può vantare una nuova veste. Un restauro importante, risultato della collaborazione di diversi attori che si sono adoperati in una vera e propria unione di forze e di risorse. A raccontarci di questo risultato importante è l’architetto Maestrello, che ha coordinato il lavoro e ha affiancato don Gabriele Avesani, parroco della chiesa di San Carlo Borromeo. «A partire dal 2018 si rivelò il distacco di alcuni pezzi di uno dei cornicioni sommitali, che caddero all’interno della proprietà confinante delle Piccole Suore della Sacra Famiglia, nei pressi della grotta di Lourdes. Una curiosità: tutto è partito da un albero di fico cresciuto proprio sulla sommità del campanile: quando si salì sopra per rimuoverlo, ci si accorse della situazione pericolosissima che si era andata a creare. Il crollo avvenne nonostante la chiesa sia di costruzione relativamente recente: il campanile è del 1913 e fu il beato Giuseppe Nascimbeni, fondatore dell’ordine delle Piccole Suore, a farlo erigere contestualmente alla chiesa».
Un’operazione, questa, di grande lungimiranza: la bellissima chiesa di Castelletto, del ’600, fu abbattuta nei primi anni ’30 del ’900 per costruire la Gardesana e Nascimbeni, anticipando i provvedimenti che sarebbero stati presi in epoca fascista, volle costruire questa chiesa più all’interno. «Essendo legato per ragioni personali e familiari a questo luogo, ho immediatamente consigliato a don Gabriele di intervenire, ma allora mancavano i fondi necessari, visto che lui aveva dovuto sostenere spese importanti per altri lavori urgenti».
Così l’architetto si è messo alla ricerca di una possibile strada da percorrere per reperire i fondi: «Ho scoperto in quel frangente che nessuno, nei precedenti 5 anni, aveva fatto richiesta dei contributi quota parte degli oneri di urbanizzazione secondaria e allora ho protocollato la richiesta per conto della parrocchia. Il primo passo era stato fatto: sono arrivati i primi 20mila euro».
Il contributo provvidenziale dell’8xmille. «A quel punto – prosegue Maestrello – siamo andati in Curia per capire a quanto sarebbe potuto ammontare il contributo della Cei, il famoso 8xmille. Infine, abbiamo parlato anche con le Piccole Suore della Sacra Famiglia, sempre molto generose con la parrocchia. Il business plan preventivo era quasi chiuso e avevo tutti gli elementi per poter presentare, a mie spese, il progetto, come da accordi con don Gabriele. Ritengo che ognuno di noi possa fare la sua parte per il bene di una comunità e mi sono mosso senza alcuna esitazione, anzi intenzionato a portare a termine questo progetto ambizioso. Una volta ricevuti i pareri favorevoli da parte dei vari enti e della Soprintendenza, necessari visto che si tratta di un bene monumentale, e una volta appaltati i lavori, il cerchio si è chiuso. Sottolineo che abbiamo apprezzato molto anche la generosità delle ditte interpellate, che per ragioni affettive e di legame al luogo hanno proposto dei costi con un occhio di riguardo».
Alla fine del 2023 tutto era pronto per iniziare i lavori e in tre mesi e mezzo essi sono stati terminati. «Abbiamo fatto la verifica sismica chiesta dalla Soprintendenza, con ulteriori costi aggiuntivi. Essa, come si sospettava, non ha dato dei risultati soddisfacenti. D’altronde si tratta di una delle prime costruzioni realizzate in cemento armato e all’epoca dei lavori la tecnologia era ancora molto acerba: un cemento armato con dosaggi sbagliati, con ghiaia presa dal lago e armature di ferro sicuramente antiquate». Insomma, in caso di grossi terremoti questo campanile potrebbe avere problemi. «E infatti, tra gli obiettivi futuri, c’è quello di un nuovo intervento per realizzare un endoscheletro interno tale da poter garantire maggiore sicurezza».
Per ora, i parrocchiani e la comunità di Castelletto si godono i risultati di questo lavoro, costato in totale circa 120mila euro, di cui 50mila provenienti dall’8xmille, 24mila dal Comune e la quota restante offerta dalle Piccole Suore della Sacra Famiglia, che hanno colto questa occasione quasi in concomitanza con la santificazione di Maria Domenica Mantovani, la prima superiora dell’Istituto delle Piccole Suore della Sacra Famiglia, già beatificata nel 2003.
Il campanile, inaugurato nell’agosto del 2024, è stato benedetto una seconda volta dal vescovo Domenico Pompili nel gennaio 2025.