Quel fascicolo sanitario in cui c’è scritto molto di noi

Un ecosistema di servizi utili al cittadino per una salute a portata di click

| DI Marta Bicego

Quel fascicolo sanitario in cui c’è scritto molto di noi

© Foto Huanpis@123RF.com

In un’epoca nella quale tutto è ormai digitalizzato, il Fascicolo sanitario elettronico (Fse) regionale si aggiunge agli altri strumenti che i cittadini possono consultare velocemente e in maniera sicura dal proprio computer, dallo smartphone oppure dal tablet. In modo particolare, molto di quanto concerne il nostro stato di salute, com’è stato illustrato negli incontri dal titolo “Il Fascicolo sanitario elettronico… spiegato facile” che sono stati promossi dall’Ulss 9 Scaligera. 
A cosa serve e come funziona. Come funziona quindi il Fascicolo sanitario elettronico? 
Il portale dedicato alla salute della Regione Veneto salute.regione.veneto.it si sta arricchendo (ed è previsto che si arricchirà ulteriormente nei prossimi mesi) di informazioni e servizi sanitari utili, tra cui appunto l’accesso al Fse; in alternativa, la lettura avviene tramite il portale sanitakmzerofascicolo.it
In ogni caso per la consultazione sono richieste le credenziali di identità digitale elettronica tramite il proprio Spid oppure si può usare la carta d’identità elettronica.
Grazie al portale web Sanità km zero, il fascicolo permette ad esempio di visualizzare e scaricare documenti, come i referti (prodotti da qualsiasi azienda sanitaria e ospedaliera regionale), senza alcun limite temporale; di consultare le prestazioni specialistiche e gestire le prenotazioni per visite ed esami, scegliendo pure la struttura dove effettuarli; di scegliere o cambiare il medico di Medicina generale o il pediatra di libera scelta senza recarsi di persona al distretto e di stampare la tessera sanitaria già aggiornata con il nominativo del nuovo professionista. E ancora, offre la possibilità di ricevere le lettere di invito alle campagne di screening con la visione dei relativi referti che resteranno a disposizione in una sorta di archivio. 
Più di un archivio digitale
Il Fascicolo sanitario elettronico raccoglie la storia clinica di ogni un assistito. Non si tratta, però, di un semplice archivio ma di un “ecosistema” di servizi in divenire che consente di trovare diverse informazioni, sempre disponibili ogni volta che è necessario. E che, nei casi di necessità, sono consultabili anche dai professionisti sanitari. Ma solo dopo che l’utente ha rilasciato l’esplicito consenso (chiamato “consenso alla consultazione”), con la possibilità di cambiare idea a riguardo e di scegliere quali singoli documenti mettere o meno a disposizione degli operatori. 
Al momento i fascicoli sanitari non “comunicano” tra diverse regioni ma si sta lavorando affinché questo sia possibile, per favorire lo scambio di informazioni sanitarie e dati.
Un uso crescente
A leggere l’ultimo monitoraggio indipendente stilato dalla Fondazione Gimbe, emergono risultati positivi proprio rispetto alla digitalizzazione sanitaria in Veneto. Nel Fascicolo sanitario elettronico regionale, nello specifico, sono disponibili 14 tipologie di documenti sulle 20 previste dalla normativa nazionale; il dato risulta allineato con la media italiana del Ministero della Salute. A spiccare è soprattutto la partecipazione dei cittadini: l’89% dei residenti in Veneto ha dato il consenso alla consultazione dei documenti sanitari digitali personali, percentuale che supera di gran lunga la media nazionale, ferma invece al 44%.

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