Pronto soccorso e robot: l’Ospedale di Negrar potenzia la sua offerta

| DI Marta Bicego

Pronto soccorso e robot: l’Ospedale di Negrar potenzia la sua offerta
Da una parte la hall trasformata in “sala operatoria” dotata di robot chirurgici all’avanguardia; dall’altra parte il Pronto soccorso ampliato negli spazi, nelle apparecchiature e nei posti letto ma rimasto operativo, nei sei mesi di lavori, per far fronte alle emergenze. Con quasi 60mila accessi all’anno, che nel 24 per cento dei casi hanno avuto come esito il ricovero, si tratta della seconda struttura per numero di ingressi nel Veronese. 
Inaugurazione doppia, all’Ospedale di Negrar. A tagliare il nastro è intervenuto il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, per la prima volta come governatore, che nella stessa giornata ha fatto visita alla Casa di comunità in via del Capitel, spostandosi dalla Valpolicella a Borgo Venezia, poiché quella di medicina territoriale e delle cure sempre più vicine alle persone è la prossima sfida da affrontare. 
«Questa è una struttura capace di affrontare le esigenze sanitarie del nostro territorio, è un presidio ospedaliero e rappresenta, insieme ad altre realtà, un punto di forza sistema sanitario veneto», ha sottolineato Stefani, che ha avuto modo di osservare da vicino i due robot chirurgici da Vinci 5 e da Vinci single port, i più avanzati sistemi robotici per la chirurgia mini-invasiva. E, accanto ad essi, il broncoscopio robotico Ion che rappresenta l’ultima frontiera per la diagnosi precoce del tumore del polmone, in particolare di quelle neoplasie difficilmente raggiungibili dai sistemi di biopsia tradizionale. 
«Le caratteristiche tecnologiche di queste piattaforme, facilitando il lavoro del chirurgo, lo rendono più sicuro», ha spiegato l’amministratore delegato Claudio Cracco. «Questo ha una ricaduta immediata sul paziente in termini di minor dolore e minor rischio di complicanze post operatorie, ridotti giorni di degenza e una ripresa più rapida», ha proseguito, prima della benedizione impartita dal vescovo Domenico Pompili, affiancato dal superiore generale dell’Opera don Calabria, don Massimiliano Parrella.
L’ampliamento e il restyling del Pronto soccorso sono stati finalizzati al miglioramento del servizio che negli ultimi anni ha registrato un progressivo aumento degli accessi. Questo, come ha sottolineato il primario, dottor Flavio Stefanini, «ha reso necessario un intervento strutturale tempestivo che ha portato, tra le altre cose, alla creazione di altri quattro posti di Osservazione breve intensiva, oltre ai sei già esistenti, e un’area open space con nove posti letto per pazienti barellati, anch’essi tutti monitorati». Inoltre, sono state raddoppiate da una a due le postazioni della sala di emergenza intensiva. A fronte dei circa 9mila pazienti del Pronto soccorso che ogni anno vengono sottoposti a Tac in Radiologia, il Ps è stato dorato di un tomografo per ottimizzare le tempistiche soprattutto per i pazienti colpiti da patologie tempo-dipendenti, come l’ictus. «Oggi – ha concluso Stefanini – disponiamo di ambienti più funzionali per il lavoro degli operatori e più accoglienti per i pazienti, a cominciare dalla sala di attesa le cui dimensioni sono state raddoppiate».

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