Per una primavera (quasi) senza allergie

Aderenza alle terapie e nuovi farmaci: dagli esperti le cure per i disturbi di stagione

| DI Marta Bicego

Per una primavera (quasi) senza allergie

© Foto Valeriikalantai@123RF.com

Circa 5mila nuovi pazienti trattati, che si vanno ad aggiungere agli oltre 12mila già in carico all’unità operativa complessa di Allergologia e Asma Center. I mesi di maggio e giugno sono i peggiori per le persone che soffrono di allergie stagionali. Colpa dell’impollinazione delle graminacee, a cui si associano la betulla, tra i pollini più precoci, la parietaria ormai diventata allergene perenne, e l’olivo. Causa di manifestazioni rinitiche, asmatiche o dermatologiche. 
«I sintomi non vanno sottovalutati – avverte il prof. Marco Caminati direttore dell’uoc di Allergologia e Asma Center –. Spesso il soggetto allergico, soprattutto se giovane, tende a sminuire la sua condizione, ma l’allergia impatta significativamente sulla qualità del sonno, sulla concentrazione, dunque sulla resa lavorativa e scolastica». Cambiamenti climatici, variazioni delle abitudini nella dieta o degli alimenti, peggiore qualità dell’aria che respiriamo sono tra i determinanti di una continua crescita delle forme allergiche. Che non guardano all’età, con una crescita che non risparmia nemmeno la popolazione anziana. 
Ma è soprattutto in età pediatrica che bisogna intervenire rapidamente e con continuità. «In questo momento la problematica maggiore viene dai pollini, causa principale dell’asma bronchiale nel 10-12% dei bambini in Italia. È importante intercettare precocemente questi bambini per trattarli fin da subito in maniera adeguata, perché in questo modo si agisce su quello che sarà il destino della salute respiratoria futura», puntualizza il prof. Giorgio Piacentini, a capo della Pediatria C. 
Tornando agli adulti, l’allergia stagionale provoca una patologia che richiede una diagnosi precoce alla comparsa dei primi sintomi, cure regolari e aderenza alla terapia: l’asma bronchiale. Il paziente adeguatamente trattato può condurre una vita normale e attiva, compresa l’attività sportiva. Un paziente asmatico, specie se giovane, con le adeguate cure può praticare tutti gli sport anche a livello agonistico, come dimostra l’esperienza della Scaligera basket, testimonia il medico sportivo Paolo Cannas. 
Diverso è il caso dell’asma grave, che rappresenta il 5% degli asmatici totali. All’Aoui scaligera, che ha il più alto numero di casistica in Italia con 200 pazienti, viene curata con le nuove terapie: farmaci biologici ospedalieri ad alto costo che agiscono direttamente sul processo infiammatorio bronchiale al posto del cortisone. 
Per tutti, l’indicazione è di attenersi alle prescrizioni mediche ed evitare l’automedicazione, ad esempio con broncodilatatori come il sulbutamolo. «La grande sfida per il futuro – conclude il dott. Claudio Micheletto, direttore della Pneumologia – è ottenere un’ottima aderenza alla terapia, senza che i pazienti ricorrano volontariamente all’uso del broncodilatatore che non è un farmaco curativo».
Da sinistra Giorgio Piacentini, Marco Caminati, Paolo Petralia, Claudio Micheletto e Paolo Cannas
Da sinistra Giorgio Piacentini, Marco Caminati, Paolo Petralia, Claudio Micheletto e Paolo Cannas

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