Aido, l’Associazione italiana donatori organi, festeggia quest’anno il cinquantesimo anniversario di fondazione della sezione provinciale veronese. A decretarne la nascita, il 6 novembre 1976, fu Giorgio Brumat, informatore scientifico in una casa farmaceutica, con l’obiettivo di diffondere la prospettiva del trapianto come unico trattamento risolutivo e auspicabile alternativa alla dialisi. In quel primo incontro, che si tenne al palazzo della Gran Guardia, dopo l’intervento del professor Piero Confortini che illustrò le finalità e gli obiettivi del sodalizio, vennero nominati il consiglio e il primo presidente, Mario Baldassari.
Nonostante le iniziali resistenze, impegno e serietà dei dirigenti territoriali e nazionali nel diffondere la cultura del dono hanno permesso all’associazione di essere riconosciuta come partner nella Rete trapiantologica nazionale. Oggi Aido conta quasi un milione e mezzo di soci in Italia, di cui 48mila nel Veronese suddivisi in 30 gruppi. Per questi ultimi, un momento di confronto con il convegno dal titolo “Un dono che cura. Quando i tessuti e le cellule danno speranza” ospitato alla Società Letteraria. Proprio sulla scelta di donare tessuti e cellule si è concentrato l’appuntamento introdotto dal presidente provinciale Antonio Grassi, che ha dato la parola alla presidente nazionale Flavia Petrin e al referente regionale Valentino Rossin. Comune l’appello: considerare il cinquantesimo «non come un punto di arrivo ma come una ripartenza in un momento in cui aumentano le opposizioni», ha detto Petrin. «Donare non è solo un diritto ma un dovere morale», ha fatto eco Rossin, ricordando gli 8.500 pazienti in lista di attesa.
Altri dati sono stati forniti da Demetrio Pittarello, responsabile tecnico-scientifico del Coordinamento regionale trapianti. Nel 2025, ha evidenziato, «siamo i primi a livello regionale per quanto riguarda la donazione di organi e dobbiamo continuare questo percorso». Tuttavia esistono delle criticità, in particolare nell’attività di raccolta dei “sì” al di fuori dell’ospedale, dove il numero potenziale dei donatori è in lieve flessione. «Persone che stiamo cercando di intercettare, ma non è facile», ha proseguito Pittarello.
Per Aido è importante ricordare come scegliere il proprio “sì”. Dal 26 settembre 2021 è possibile iscriversi all’associazione, e contestualmente manifestare il proprio consenso alla donazione di organi e tessuti, usando la propria identità digitale Spid o un certificato di firma digitale. Dal 13 aprile 2023 l’iscrizione può avvenire anche tramite carta di identità elettronica. Per informazioni: www.aido.it.