Radiologo e il cardiologo fianco a fianco. Davanti a loro la nuova Tc Naeotom Alpha.Pro: il tomografo dotato di tecnologia “photon counting” (letteralmente a “conta fotonica”) e acquisito lo scorso giugno dall’Irccs di Negrar per rafforzare la presa in carico multidisciplinare del paziente sia nel caso di una sospetta patologia coronarico-ostruttiva, che può causare dolore toracico o predisporre all’infarto miocardico, sia nell’ambito della diagnostica precoce. È uno dei modelli più avanzati di questo tipo e il primo nel Veneto.
In sei mesi, grazie alla nuova macchina medicale, sono stati effettuati (anche con il Servizio sanitario nazionale) circa 6mila esami, di cui oltre 2mila in ambito cardio-vascolare, per il quale rappresenta uno dei progressi più significativi degli ultimi decenni nella diagnostica per immagini per lo studio non invasivo della malattia coronarica, essendo una valida alternativa, in casi selezionati, alla coronarografia. La nuova tecnologia offre un notevole valore aggiunto anche nella determinazione delle malattie polmonari, quelle muscolo-scheletriche e soprattutto oncologiche, favorendo la diagnosi precoce delle neoplasie, la loro stadiazione e il follow-up.
«La Tc Naeotom Alpha.Pro mette assieme la rivoluzionaria tecnologia photon counting con quella a doppia sorgente», spiegano Giovanni Foti e Carmelo Cicciò, rispettivamente direttore della Radiologia e medico radiologo esperto in radiologia cardio-vascolare. «La prima garantisce un’altissima risoluzione spaziale (2-4 volte superiore alle Tc tradizionali) unita a una qualità di immagini senza precedenti. La seconda consente un’elevata risoluzione temporale: solo 66 millisecondi, tempo minimo per acquisire i dati utili finalizzati alla ricostruzione di un’immagine», spiegano. La fusione delle due tecnologie, proseguono, «permette di cogliere i più minuziosi dettagli anche in organi in rapido movimento come il cuore. Viene migliorata così l’identificazione dei pazienti che necessitano di un intervento di rivascolarizzazione della coronaria ostruita e, come attestano gli studi, ridotto di oltre la metà il numero dei pazienti da avviare alla coronarografia diagnostica, procedura invasiva e non priva di rischi».
All’ospedale di Negrar l’esame viene eseguito con il medico radiologo e il cardiologo, che congiuntamente firmano il referto. «La presenza del cardiologo ottimizza il protocollo di acquisizione dell’esame – puntualizzano Giulio Molon, direttore della Cardiologia e Laura Lanzoni, responsabile del Laboratorio di Imaging cardiaco –. Egli può valutare infatti ritmo cardiaco, frequenza e condizioni cliniche, talora somministrare farmaci per minimizzare tutto ciò che potrebbe compromettere la qualità diagnostica delle immagini. Inoltre, conoscendo l’anatomia delle coronarie e le varianti più comuni, può facilitare un’interpretazione precisa di quanto emerge dall’esame».
La refertazione congiunta integra le informazioni fornite dalle immagini e dati emersi dalla valutazione clinica del paziente: «Un approccio multidisciplinare che riduce il rischio di sovra o sottostima delle ostruzioni coronariche. In caso di problemi emersi dall’esame Tc – concludono - il paziente viene preso in carico dalla Cardiologia, riducendo i tempi di attesa di eventuali approfondimenti e permettendo così l’avvio tempestivo delle terapie».