Pulizie attorno alla Giassara di Cerro Veronese. Il silenzio tra le mura dell’antica costruzione di pietra, dove un tempo si immagazzinava il ghiaccio raccolto nelle pozze durante l’inverno per poi usarlo nella stagione estiva, è interrotto dal rumore di decespugliatori e motoseghe. Attrezzi usati per estirpare erba ed erbacce o per tagliare piante, prima di metterne a dimora altre, per rendere questo scorcio di Lessinia ancora più accogliente. Così accade al Baito Pontara, nel giardino delle scuole, sul Monte della Croce.
Tra i volontari in pausa dopo una mattinata di lavoro, alza la visiera e si asciuga il sudore Silvano Zanoni, a capo di questo piccolo “esercito” di intraprendenti custodi delle aree verdi e dei sentieri del paese. La loro attività è parte dell’impegno che si lega al Gruppo escursionismo Lessinia (Gel), di cui il pensionato settantatreenne è presidente: sodalizio nato nel solco di un’associazione già presente nel territorio, che ancora tra il 2012 e il 2013 si era impegnata nella piantumazione dei pali per la segnaletica, e che nell’agosto 2022 si è reso autonomo.
Il rinnovato slancio ha permesso di potenziare il servizio e insieme di rispondere ai bisogni della comunità: appunto, prendendosi cura dei sentieri e di alcune aree verdi pubbliche. Ma pure organizzando escursioni a stretto e a più ampio raggio. A pensarci bene, i due aspetti sono correlati: chi mai si avventurerebbe su un sentiero pieno di sterpaglie e rovi?
In particolare, la spinta al cambiamento è stata fortemente voluta da Zanoni, che ha contagiato tutti con la sua determinazione, l’esperienza tecnica e soprattutto l’amore per le terre alte. Che consiste nel prendersi cura dei percorsi che permettono di scoprire l’ambiente circostante.
«Il gruppo conta una ventina di volontari tra accompagnatori patentati che si occupano delle uscite e coloro che si dedicano alla manutenzione dei sentieri. Dall’anno scorso, chi pulisce i sentieri e dà una mano ha acquisito un patentino per poter usare attrezzature come il decespugliatore e la motosega in sicurezza», spiega Zanoni. Il calendario delle attività escursionistiche copre i dodici mesi dell’anno, spazia tra Veronese e altre destinazioni (ad esempio Trentino e Friuli Venezia Giulia), offre diversi gradi di difficoltà. Basta metterci fiato e attrezzature adatte. Perché obiettivo del Gel è insegnare a vivere in quota in sicurezza, ricordando di portare con sé la curiosità.
– Con il tempo, lo sguardo si è allargato?
«Tra il 2018 e il 2019 ho capito che forse l’attività dei sentieri era troppo circoscritta alla zona di Cerro. Ho deciso quindi di aprire alla sentieristica, pensando a un progetto che riguardasse la quota intorno ai 700 metri. Girando, cartina alla mano, è nato il “Cammino dei tre santuari”, che le persone possono affrontare, percorrendo circa 31 chilometri da Lughezzano di Bosco Chiesanuova alla Santissima Trinità di Badia Calavena. Capito questo, ho ideato il sentiero 31, che parte da Lugo in Valpantena e arriva a Sant’Andrea di Badia Calavena, in Val d’Illasi. E un altro ancora che da Cerro raggiunge località Bettola di Velo».
– Perché decidere di scommettere sui sentieri?
«Prima del 2012 era difficile vedere escursionisti camminare qui nei dintorni. A queste persone abbiamo dato un servizio che, negli anni, è cresciuto. Incontrare camminatori con lo zaino in spalle di passaggio dal paese è una grande soddisfazione per la nostra associazione. Ci dà un motivo per cercare nuovi volontari e per portare avanti la nostra attività. Che è possibile grazie anche agli enti che ci hanno sostenuto economicamente altrimenti da soli non potremmo andare avanti: il Comune, il Gal Baldo Lessinia, il Bim Adige, alcune banche».
– Quale valore nasconde il tipo di attività che vi impegnate a portare avanti?
«Percorrere un sentiero è una forma di conoscenza e di comunicazione. Specie per noi che siamo abituati a spostarci in macchina. Percorrendo un sentiero invece ci si saluta. Strada facendo si frequentano luoghi magari poco conosciuti fino a quel momento. La pulizia dei sentieri è parte di questo approccio».
– Chi frequenta le vostre escursioni?
«Abbiamo persone da Mantova, da San Giovanni Lupatoto, dalla Val d’Illasi e dalla Valpantena. Chi arriva da vicino e chi da lontano: si tratta di escursionisti ormai affezionati al gruppo e scelgono l’uscita più adatta alle esigenze. Ma non solo. Di recente, su un tratto del Cammino dei tre santuari, lungo il sentiero che collega Lughezzano a Cerro, abbiamo incontrato un gruppo di famiglie arrivate da Belluno. Hanno scelto come destinazione la Lessinia attraverso il nostro sito».
– Avete altri progetti in questo senso?
«Inserire la rete sentieristica di Cerro e quella della dorsale sul portale dei “Cammini d’Italia”, associazione nazionale che riunisce i tragitti di lunga percorrenza come le vecchie vie romane. Può essere un’ulteriore occasione per far conoscere il territorio. Inoltre, organizziamo corsi di topografia, che sono parte di un percorso di formazione per i nostri accompagnatori».
– Quando è avvenuto per lei l’incontro con la montagna?
«La mia esperienza in montagna parte da lontano, facendo sci alpinismo e arrampicata. Sono stato a lungo istruttore nazionale, poi, arrivato alla pensione dopo trent’anni di lavoro alla Mondadori nel settore della stampa, ho sentito la necessità di ritagliarmi uno spazio attraverso il quale impegnarmi per il paese in cui vivo».
– Una forma di volontariato che “educa” alla consapevolezza...
«Ho accompagnato tante persone in montagna ed è una soddisfazione potersi confrontare non solo con le proprie fatiche ma con gli altri. È un bisogno che arriva a una certa età, quando non ti senti più soltanto l’eroe conquistatore della cima, ma riscopri la necessità di fare qualcosa per gli altri».