Gli “angioletti del bello” che puliscono ed educano

Il ruolo di Paola Agabiti nel costruire un sano senso civico

| DI Marta Bicego

Gli “angioletti del bello” che puliscono ed educano
Capita di osservarli tra le vie della città, in piazze e giardini, vestiti con corpetti griffati da un’ala e pacificamente “armati” di scope, palette, spruzzini, raschietti e pennelli. Anche di grandi pinze o di potenti ghibli, quando è necessario agire in maniera più decisiva. Ed ecco che cestini, cassette della posta o pali della segnaletica ricoperti di adesivi ritrovano l’originario decoro; che antiche grate si liberano della costrizione di lucchetti fissati da irrispettosi innamorati; che i mattoni e i marmi di palazzi storici si liberano della fastidiosa vernice con cui sono stati imbrattati.
Opera degli “Angeli del Bello”, riuniti nell’omonima organizzazione di volontariato con sede in via Albere 43, le cui mani esperte e al tempo stesso delicate dosano le energie contro l’accanimento della maleducazione e del degrado per restituire bellezza alla nostra città. Di questo esercito pacifico e operoso, che conta in tutto un centinaio di volontari organizzati in gruppi dediti a diverse attività, fa parte dal 2018 Paola Agabiti, architetto di professione, responsabile da alcuni anni del progetto scuole e che entra nelle aule dove spiccano il volo gli “Angioletti del Bello”. 
Bastano pochi secondi e una bomboletta in mano per imbrattare un monumento, a fronte di parecchia fatica per riuscire a rimediare al danno arrecato. In contrasto, serve la consapevolezza del valore che hanno non solo i monumenti ma gli arredi urbani. Per questo una delle iniziative che impegna una decina di volontarie della odv è mirata alla sensibilizzazione dei giovani, entrando nelle scuole dell’infanzia e nelle primarie. 
L’obiettivo? «Suscitare il senso civico e formare i futuri cittadini», risponde Agabiti, che crede nella efficacia di questo format e ha fiducia nei ragazzi. «Non è semplice ma – prosegue – a fare da leva sono la curiosità e l’entusiasmo delle nuove generazioni che sono ricettive e accolgono il nostro messaggio di rendersi partecipi del decoro della città. Creiamo con loro un dialogo ed è una soddisfazione sentirsi chiedere: “Io che cosa posso fare?”. Questa stessa sensibilità raggiunge le case, le famiglie. Ed è lì che vogliamo arrivare». Per i più piccoli, in aiuto arrivano pure i pupazzi Tommi ed Emi. 
Uno dei momenti “wow” degli incontri organizzati nelle classi è quando, attraverso un video o una fotografia, si mostra il prima e il dopo un intervento di pulizia. Allora scatta il desiderio e l’orgoglio di impegnarsi personalmente. Detto, fatto: bambini e ragazzi – 800 quelli che le volontarie hanno in programma di incontrare entro l’anno scolastico in corso – ricevono le casacchine rosse e vengono arruolati appunto come “Angioletti del Bello”. Subito dopo vengono messi alla prova per contribuire alla pulizia del banco, dell’aula, della palestra o del cortile. A volte viene organizzata una sorta di raccolta differenziata, per sensibilizzare su come ogni rifiuto – carta, plastica ed elementi naturali – abbia la propria destinazione. Su questi gesti abbinati ad altre attività di didattica si costruisce una riflessione più ampia. «Così si alimenta il senso civico nei più piccoli. E si arriva a coinvolgere pure gli adulti». 
“Angeli del Bello”, presieduta dall’avv. Stefano Dindo, «festeggia quest’anno i primi dieci anni di impegno con un evento in programma a marzo in Sala Maffeiana», evidenzia Agabiti, che ricorda un altro traguardo che la odv si appresta a raggiungere. Diventare, una volta ultimato il necessario iter, una fondazione come già accaduto per l’ente nato nel 2015 a Firenze al quale il sodalizio veronese ha tratto ispirazione nel 2016. Allo stesso modo è avvenuto in altre città: da Napoli a Milano, da Pistoia ad Ascoli Piceno, da Montecatini Terme a Prato solamente per citarne alcune. 
Il desiderio di bellezza è contagioso, lascia intendere la volontaria. Favorisce la partecipazione e sinergie, come quelle che in riva all’Adige hanno portato gli intraprendenti Angeli a collaborare con il Comune di Verona, Agsm Aim, Amia e soprattutto in convenzione con la Sovrintendenza visto che molti beni sui quali intervengono sono vincolati. «Oltre alla cura del verde, ci occupiamo della rimozione dei graffiti vandalici e della cura del colore di superfici di manufatti pubblici o di interesse collettivo, ad esempio Ponte Pietra e presto interverremo sull’Arco dei Gavi. Altri lavori di manutenzione riguardano poi la tenuta della strada romana riportata alla luce in via Dante e piazza Dante, con periodici interventi di rimozione delle erbacce», elenca. 
Messaggi in una chat sul telefonino comunicano ai volontari i lavori da fare e, raccolte le disponibilità a rimboccarsi le maniche, si iniziano ad organizzare i turni: c’è il gruppo lucchetti, quello che si occupa della pulizia dei pali, quello dedito al verde pubblico; un progetto di recupero, che coinvolge il Rotary Club Verona Sud Michele Sanmicheli, riguarda piazza Indipendenza dove un tempo sorgeva l’Orto botanico cittadino. Le nozioni pratiche sono efficacemente contenute nel gruppo “Sècio e penèl”. Si radunano le attrezzature necessarie e si caricano i mezzi, a seconda che si scelga l’Ape o il pulmino, entrambi bianchi e riconoscibili dall’ala rossa che campeggia sulle fiancate. Un altro attrezzo del mestiere, confessa Agabiti, «è l’amore per la città che porta ad avere come obiettivo per tutti noi la bellezza e il decoro. Deturpare la città vuol dire non avere rispetto del prossimo e, a ben guardare, nemmeno per se stessi».

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