Aiutano le aziende a essere più umane

Simone e Lorenzo, due giovani attivi con una startup già vincente

| DI Giorgia Saracino

Aiutano le aziende a essere più umane
Il riconoscimento ai “Giovani di valore”, conferito da Fondazione Cattolica lo scorso 3 ottobre durante le giornate di Poeti Sociali, ha toccato altre realtà veronesi che si sono contraddistinte per il loro impegno sociale a favore della collettività: tra questi Simone Zorzi e Lorenzo Grubissich, fondatori dell’azienda Steelitalia.
I due giovani (di 22 e 24 anni) hanno condensato la loro formazione ricca di conoscenze, provenienti dal settore informatico e pure umanistico, in un’attività che intende veicolare una filosofia aziendale ben chiara, «non rivolta soltanto al valore economico – sottolinea Simone – ma anche a quello sociale con percorsi all’interno delle scuole e altri di supporto alla formazione di imprese, per esempio». Un messaggio, insomma, secondo cui «l’azienda viene vista come una società composta da persone e per questo motivo le competenze umanistiche sono indispensabili, oltre agli aspetti legati al prodotto, ai servizi e alle tecnologie».
Tornando al ricordo di quell’evento, si sentono grati e soddisfatti per il momento della premiazione, ma sono altrettanto convinti che «sia stato principalmente un punto di partenza, un modo per capire che la direzione è giusta, ma si può fare ancora di più», come ha riportato Lorenzo. «Per noi è stato bellissimo l’incontro con altri “giovani di valore”, perché già adesso sta favorendo la nascita di alcuni progetti, di qualcosa di nuovo. L’evento, quindi, è stato un’occasione per creare condivisione, connessioni e relazioni utili a ciascuno di noi. Perdipiù, pensiamo che la giornata abbia dato effettivamente ai ragazzi partecipanti tanti stimoli interessanti per la loro crescita».
A questo proposito, è bene ricordare che una parte significativa della loro attività è proprio svolta all’interno delle scuole «con l’intento di simulare la creazione di piccole startup, cercando di far capire ai ragazzi che fare impresa a questa età è possibile, chiaramente con il giusto sostegno», come ha precisato Simone. «Noi siamo partiti in età molto giovane, verso la metà della scuola superiore, perché non avevamo il modo di mettere in pratica le competenze e avevamo il desiderio di sviluppare le nostre passioni. Con l’esperienza, quindi, evidenziamo l’impatto reale che può portare un’attività del genere». 
Il focus, dunque, sta nell’aiutare i ragazzi a farsi domande, nel creare stimoli facendo capire innanzitutto che il fine di un’azienda non è solamente economico, ma di risoluzione di un problema nel mercato, cercando di portare valore.
In questi anni di lavoro con Steelitalia, l’attenzione al sociale non è mai venuta meno con lo sviluppo di specifici progetti e tale aspetto è stato captato da Fondazione Cattolica. L’azienda, infatti, ha permesso l’applicazione delle tecnologie in contesti più fragili e sensibili. È il caso di Dedu, un’applicazione sviluppata per le cooperative sociali – ha spiegato Simone – che aiuta «in primis l’operatore a contatto con persone accompagnate da disabilità o altro tipo di difficoltà ad avere a portata di telefono tutte le informazioni necessarie per seguire in modo più efficace gli utenti». Così facendo, resta al centro il benessere della persona e viene alleggerita la burocrazia per queste complesse realtà sociali che si interfacciano anche con soggetti esterni.
Spostandoci dal contesto educativo, l’attività di Steelitalia si muove anche in altre direzioni: enterprise e ricerca. La prima delle due raggruppa tre aree di collaborazione che corrispondono ad altrettanti step evolutivi percorribili dalle aziende: agency in primis, «la base di partenza in cui si mira a posizionare le imprese on line tramite un sito e i social network»; innovation, «legata alla crescita aziendale e il conseguente bisogno di gestione dei processi lavorativi»; startup, infine, «in cui la base solida dell’azienda permette di creare nuovi prodotti o servizi esplorando altri mercati». Questi programmi, quindi, permettono alle attività di sviluppare e gestire efficientemente il proprio potenziale.
Per quanto riguarda l’area di ricerca, torna di nuovo centrale l’aspetto umanistico in quanto si tratta di servizi e progetti nati grazie «al dialogo con imprenditori che hanno evidenziato delle problematiche a cui fa ricorso la tecnologia, al servizio della persona, per risolvere la questione». 
Di questo avviso è il videocorso “Mai più boomer” che punta ad un dialogo inter-generazionale: «È un progetto – hanno aggiunto – dove in maniera semplice vengono spiegati agli imprenditori degli argomenti legati alle nuove tecnologie». L’intento, dunque, è quello di colmare le lacune che si erano formate in precedenza, essendo mancata una spiegazione semplice dei termini digitali.
Comunque, la ricerca va anche oltre all’ambito aziendale e Patente easy ne è un esempio: i “giovani di valore” hanno sviluppato «un videogioco pensato per aiutare a prendere la patente di guida in modo divertente». Dall’esperienza dei fondatori di Steelitalia, insomma, l’esempio di incontro tra tecnologia e sociale per migliorare il benessere della collettività.

Tutti i diritti riservati

!w-[42px] !h-[42px]
Sei un abbonato a Verona fedele e desideri consultare il giornale anche via web, sul tuo computer, su tablet o smartphone?
Lo puoi fare in modo rapido e gratuito. Ecco alcuni semplici passaggi per accedere alla tua edizione online e per installare l'App:

w-fullw-full