Lo Stadio? Rimanga Bentegodi

| DI Luca Passarini

Lo Stadio? Rimanga Bentegodi

37° giornata campionato Serie A 25/26 Inter Verona H.

“Nemo eget, nemo invidet, nemo furatur, nemo rapit, nemo proscribit, nemo iugulat, moritur nemo”. Suonano solenni le parole di san Zeno nel Discorso sull’avarizia da cui il vescovo Domenico Pompili ha colto la preghiera e la speranza per Osvaldo Bagnoli «in quel segreto spogliatoio che è la vita che ci attende tutti» dove non ci sarà nessuno bisognoso, nessuno che prova invidia, ruba, rapina, manda in esilio, uccide, muore; il riferimento all’iconica  frase del Mister: “Se cercate i ladri, sono di là”, non poteva che essere più chiaro. 
Non mi sembra blasfemo l’accostamento tra Bagnoli e il patrono in una città che chiama sindaco – l’unico e vero, qualsiasi sia quello che temporaneamente ha ufficio in Palazzo Barbieri – Preben Elkjær Larsen, uno dei più grandi giocatori a vestire gialloblù, uno dei protagonisti indiscussi della vittoria dello scudetto, ma che a Verona è stato solo per quattro – pur indimenticabili – stagioni.
La domanda, spero non dimenticata a due settimane dalla morte di questo laico patrono, è cosa dedicare alla memoria di Osvaldo Bagnoli. Proposta più immediata: lo stadio. D’altronde non saremmo i primi e Napoli, per esempio, ha sostituito il riferimento all’apostolo Paolo di Tarso, sbarcato proprio in quella zona nel suo approdo in Italia nel 61, con quello a Diego Armando Maradona, sulla cui santità sinceramente qualche dubbio può venire, nonostante secondo qualche napoletano abbia fatto ben più del patrono san Gennaro. 
Detto questo, personalmente sono contrario alla titolazione dello stadio veronese a Osvaldo Bagnoli. Primo, perché vorrebbe dire associarlo, almeno in questo momento, a qualcosa che consideriamo vecchio, non più adatto, da cambiare radicalmente se non da eliminare; secondo, perché su questa struttura la città si sta contrapponendo come per poche altre cose, e Osvaldo è stato tutt’altro; terzo, perché sostituire il nome di Bentegodi dopo oltre un secolo (visto che così era intitolato anche el Vecio in piazza Cittadella) autorizzerebbe a cambiare domani pure “Bagnoli” con un nome più di moda o magari con il marchio di una qualche azienda. 
Cosa preferire, allora? Una qualunque piazza o via, che un giorno qualcuno penserà essere un riferimento a un quartiere napoletano? Un monumento da onorare davanti e... sappiamo tutti come conclude il detto? Verona potrebbe pensare a una Fondazione per formare allenatori-educatori e atleti che un giorno potrebbero dire: “Sono stato formato alla Bagnoli”?

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