Dopo 15 anni di assenza torna l’ultimo capolavoro di Verdi

| DI Serena Dei

Dopo 15 anni di assenza torna l’ultimo capolavoro di Verdi
Giuseppe Verdi aveva già 77 anni quando musicò Falstaff. Sapeva che molto probabilmente sarebbe stata la sua ultima composizione e per questo lavoro voleva il divertimento: «Sono quarant’anni che desidero realizzare un’opera comica e sono cinquant’anni che conosco Le allegre comari di Windsor (la commedia shakespeariana da cui è tratto Falstaff, nda)», scrisse. 
Su libretto di Arrigo Boito, l’opera buffa debuttò il 9 febbraio 1893 al Teatro alla Scala di Milano, con una platea del calibro di Giacomo Puccini, Giosuè Carducci, Letizia Bonaparte e Pietro Mascagni. E nel 2026 torna al Teatro Filarmonico, dopo 15 anni di assenza. In scena l’allestimento onirico, in vero stile british, firmato dal Teatro Regio di Parma, con la regia di Jacopo Spirei, la scenografia di Nikolaus Webern e i costumi di Silvia Aymonino. In questa estrema e finissima creazione Verdi concentrò in oltre due ore molto di sé per un’inaspettata commedia dal sorriso disincantato. 
La trama si svolge a Windsor, all’epoca di Enrico IV d’Inghilterra, e ruota attorno al vecchio, ironico e furbo Sir John Falstaff, il quale vuole sedurre un gruppo di comari per arrivare al denaro dei loro ricchi mariti. Più delle burle, contano i personaggi, la frizzante complicità delle comari, la parodia dell’opera seria e dei mariti gelosi, e soprattutto l’ego di Falstaff, nobile decaduto ma mai rassegnato. 
Sul palco salgono Marco Filippo Romano, Luca Micheletti, Marco Ciaponi, Blagoj Nacoski, Matteo Macchioni, Mariano Buccino, Marta Mari, Vittoriana De Amicis, Anna Maria Chiuri e Marianna Mappa. L’orchestra dell’Arena è diretta dal maestro Giuseppe Grazioli (nella foto), mentre sul podio del coro sale Roberto Gabbiani. 
L’opera è in programma domenica 29 marzo alle 15.30, mercoledì 25 alle 19 e venerdì 27 alle 20. Ingresso: da 30 a 64 euro. Info e biglietti: www.arena.it.

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