Restaurati i leoni stilofori della Basilica di San Zeno

Concluso l’intervento dopo l’atto vandalico della vigilia di Natale

| DI Redazione Online

Restaurati i leoni stilofori della Basilica di San Zeno
Si sono conclusi nella serata di giovedì 8 gennaio i lavori di restauro dei leoni stilofori in marmo che, dal XII secolo, custodiscono l’ingresso della Basilica di San Zeno. Le sculture erano state imbrattate da vernice alla vigilia di Natale 2025, suscitando grande preoccupazione per uno dei simboli più importanti del patrimonio storico e artistico veronese.
L’Ufficio per i beni culturali ecclesiastici della Diocesi di Verona si è attivato immediatamente: una volta concluse le indagini e ottenute le necessarie autorizzazioni, è stato possibile avviare il recupero in accordo con la Soprintendenza, affidando l’intervento alla competenza di Ivan Cristani e Francesca Amati della ditta Cristani Pierpaolo S.n.c.

Un intervento accurato e specialistico

A spiegare le fasi del restauro è la restauratrice Francesca Amati: «La pulitura ha richiesto il lavoro di due persone per due giornate intere, anche perché sono stati necessari due passaggi differenti. Abbiamo eseguito un primo intervento a solvente con pennello morbido, seguito da una rifinitura mediante l’applicazione di un gel rigido omogeneizzato a base di Agar e una piccola percentuale di solvente, per rimuovere in profondità i residui di vernice».
Soddisfazione per l’esito dei lavori è stata espressa da Cristiana Beghini, direttrice dell’Ufficio diocesano per i beni culturali ecclesiastici, che ha seguito l’intero iter: «I leoni sono tornati puliti e siamo molto contenti del risultato. Purtroppo, interventi come questo stanno diventando sempre più frequenti a causa di atti vandalici che colpiscono statue, chiese e monumenti, senza considerare le conseguenze e i costi che comportano».

La sinergia tra istituzioni per la tutela del patrimonio

Il rapido intervento di restauro, volto anche ad evitare danni peggiori dovuti alla permanenza della vernice sulla pietra, è stato condiviso con l'ente di tutela preposto, come ricorda il soprintendente arch. Andrea Rosignoli:  : «La soprintendenza veronese si è attivata celermente con i propri funzionari storico dell'arte e restauratore sia con sopralluoghi sul campo volti a individuare coi restauratori incaricati dalla Diocesi la più corretta modalità di intervento per il caso in essere, sia con la veloce autorizzazione dell'intervento conservativo. Una sinergia virtuosa tra tutti che ha permesso di operare a favore di un bene di enorme valore storico artistico e simbolico e la conferma dell'impegno fattivo della soprintendenza stessa a favore della tutela».

Un segnale per la città

Parole di ringraziamento arrivano anche dall’abate di San Zeno, mons. Gianni Ballarini: «Siamo felici che questo atto di vandalismo si sia chiuso in tempi abbastanza brevi e con un risultato ottimale. Poteva trasformarsi in un danno irreparabile. È un segnale per tutta la città: serve attenzione, prevenzione e collaborazione per salvaguardare uno dei monumenti più importanti, riconosciuto a livello mondiale».
Infine, l’assessora alla cultura Marta Ugolini evidenzia il valore collettivo della tutela: « Provo sollievo perché la responsabilità è stata accertata. Mi auguro che non accada nuovamente visto il patrimonio culturale diffuso che abbiamo in tutta la città: è impensabile poter sorvegliare ogni luogo e ogni opera. Complimenti a tutti coloro che hanno contribuito alla buona riuscita del restauro che è stato realizzato in tempi record e con grande qualità, a tutela dei beni comuni. Sappiamo che la tutela passa anche dalla consapevolezza condivisa del valore del nostro patrimonio artistico – spesso unico – e di conseguenza dal suo rispetto. E il rispetto nasce dalla conoscenza di queste opere a prescindere da chi ne sia formalmente proprietario. Insieme ci impegniamo a diffondere tale conoscenza  ».

Tutti i diritti riservati

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