Naudet: una biblioteca di donne sulle donne

Il prezioso archivio di libri delle Sorelle della Sacra Famiglia frutto (molto ampliato) di un lascito della fondatrice

| DI Giorgia Saracino

Naudet: una biblioteca di donne sulle donne
«Mi piace definirla così: una biblioteca di donne sulle donne», è intervenuto il bibliotecario Alberto Savoia descrivendo l’archivio di libri situato all’interno dell’Istituto delle Sorelle della Sacra Famiglia a San Giovanni in Valle. Ad essere precisi, la Biblioteca Naudet – Donne e fede non è solamente una collezione di opere, ma uno spazio in cui sempre più si tessono reti e si fa avanti la ricerca umana. Questo luogo diviene, quindi, il centro propulsore di cultura femminile, unendo al contempo la dimensione culturale e quella spirituale.
Le origini della biblioteca Naudet risalgono alla figura di Leopoldina Naudet, ossia colei che nel 1816 ha fondato proprio l’Istituto delle Sorelle della Sacra Famiglia, desiderosa di mettere la sua vita al servizio di Dio e del prossimo. È stata una donna colta e aggiornata, considerando gli standard dell’epoca, una spugna di diverse influenze culturali.Nacque a Firenze, dove venne affidata alle cure di un convento di suore dopo aver perso la madre a cinque anni; completò, poi, la sua educazione a Soissons in Francia; allo scoppio della Rivoluzione francese, venne richiamata a Firenze come istitutrice dei piccoli Arciduchi, per poi continuare questa attività a Vienna sotto l’impero del Granduca Leopoldo.Durante la sua vita, Leopoldina Naudet è arrivata a possedere più di 1.500 libri antichi, prevalentemente di carattere spirituale e religioso, ma «includevano – ha spiegato Savoia – anche la prima edizione dei Promessi sposi o un’incredibile bibliografia di Napoleone». A partire da questo fondo librario, dunque, è nata l’attuale biblioteca Naudet che nel corso dei decenni è arrivata a contare circa 8mila titoli, ricevendo il riconoscimento dalla Regione nel 2019 come luogo di interesse. Oggi la biblioteca – che è stata inserita nel Polo delle biblioteche ecclesiastiche e partecipa al Servizio bibliotecario nazionale – si è arricchita, come ha spiegato Alberto Savoia, «di opere che spaziano dalla filosofia, alla sociologia, alla storia e toccano letture di genere ed emancipazione, oltre a tematiche sul rapporto tra donne e fede». 
L’impegno di ricerca della biblioteca Naudet esplora anche altri spazi meno noti, ospitando ad esempio un ciclo di incontri dedicato all’ebraico biblico, in un dialogo tra l’esegesi ebraica, cristiana e l’arte. «L’ebraico stesso – ha spiegato la referente Valentina Gugole – può essere definito come una lingua relazionale e questo è proprio il taglio del percorso» che si svolgerà il lunedì sera fino alla fine di maggio. Fare luce, quindi, sugli aspetti che si rivelano nelle relazioni, non considerando solo il singolo: è l’esempio rintracciabile nella Genesi – aggiunge Gugole – «da cui si deduce che è la relazione a salvare, in quanto l’essere umano diventa tale solo nell’incontro con l’altro da sé, nel riconoscimento reciproco di due che si trovano faccia a faccia, pari nella diversità. E così via via esplorando Eva e Adamo, Caino e Abele con le loro mogli, Sara e Abramo, lasciandoci accompagnare da una riflessione: dove manca o è venuta meno la voce di una donna, è prevalsa la violenza». Non si tratta, insomma, di un semplice corso ma uno spazio di condivisione e ricerca spirituale per camminare insieme.
La biblioteca Naudet, tuttavia, estende il suo impegno, tessendo relazioni sociali sul territorio che portino a valorizzare la particolarità di genere che la contraddistingue, a maggior ragione nei prossimi appuntamenti che si svolgeranno in occasione della Giornata internazionale per i diritti delle donne. “Il filo di Arianna. Trame di vita femminile”: seguendo questa tematica, si svolgerà lunedì 9 marzo la visita guidata presso Palazzo Scarpa, in cui tramite le opere della Collezione Banco Bpm si ripercorrerà la complessità dell’identità femminile. Ad ogni dipinto uno spunto di riflessione, dove il filo del mito di Teseo e Arianna diventa un simbolo di emancipazione per superare stereotipi e pregiudizi. Inoltre, in una collaborazione tra il Comune di Verona, la biblioteca Naudet e l’associazione Toponomastica femminile è nata l’idea di dare spazio e riconoscimento a coloro che non lo hanno avuto, promuovendo l’intitolazione di spazi pubblici a donne del nostro territorio. L’incontro che si svolgerà giovedì 12 marzo nella sede dell’ottava Circoscrizione intende proprio approfondire questo intento, per ridare visibilità alla storia di donne che hanno contribuito a costruire la città.Non solo donne dell’attualità, ma anche donne che hanno fatto la storia: è il caso dell’iniziativa “Come Lucciole nella storia: donne, diritti e parole che hanno acceso il Novecento”, che si svolgerà mercoledì 18 marzo presso la Società Letteraria di Verona, in un dialogo tra storia, arte, diritto e teologia. Attraverso le pagine della rivista Lucciola verrà ripercorsa la memoria di quelle donne che con coraggio hanno dato il loro contributo nel primo Novecento, fino alla conquista del suffragio universale. Donne, relazioni e ricerca sono, dunque, le tre parole chiave della biblioteca Leopoldina Naudet, per custodire la memoria storica e spirituale delle donne e affacciarsi alle sfide della contemporaneità e del futuro.

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