Germogli di pace e di speranza a "Poeti sociali"

Le testimonianze di chi ha seminato giustizia e il richiamo alla responsabilità di ciascuno

| DI Redazione

Germogli di pace e di speranza a "Poeti sociali"
«Siamo dentro una nuova primavera: può essere lenta e spesso nascosta, ma è efficace. Il nuovo avanza ed è inarrestabile: al di là della superficie delle cronache c’è molto bene». Il card. Angelo Bagnasco, già presidente della Conferenza episcopale italiana e tra i tanti ospiti autorevoli di “Poeti sociali” ha analizzato la situazione odierna – «con una cultura dal fiato corto e che pensa male, per cui fa vivere male» – richiamando alla propria responsabilità da una parte l’intera Europa e dall’altra i laici «chiamati a portare la luce e il sale di Cristo nei luoghi lavorativi, sociali, relazionali».
Tanti testimoni di pace e germogli di giustizia si stanno alternando in questi giorni nei vari luoghi cittadini della rassegna. Presso la Società letteraria, nel pomeriggio di venerdì, padre Renato Sesana, detto Kizito, missionario comboniano da quasi 50 anni in Africa, spesso in situazioni di violenza e tensione, ha evidenziato una sua certezza: «La presenza di qualcuno che ci sta a fianco non ferma le bombe ma permette di guardare al futuro con speranza». Ha confidato a partire dai suoi 83 anni: «Ho fatto tante cose in diversi ambiti, anche nella comunicazione, ma le cose importanti è quando ho risposto alle chiamate delle persone che mi sono state attorno. Per me tutto nasce dalla voglia di stare in mezzo alla gente, dal desiderio di vivere l’ascolto, la condivisone, il servizio; e, a partire da questo, ho sperimentato la bellezza del fare comunità in ogni condizione, riconoscendo la dignità di tutti e prendendosi cura dell’educazione di ciascuno».
Nel loggiato della Gran Guardia, è stata inaugurata ufficialmente la mostra fotografica “…Ma sono vivo. Voci dall’Ucraina”. Anastasia Zolotova, dell’associazione “Amici di Emmaus” che ha curato la mostra insieme all’associazione “Frontiere di Pace”, così l’ha presentata: «Il desiderio è quello di riportare la voce di persone vere che raccontano cos’è per loro vivere in guerra, con gli stravolgimenti e le responsabilità che questo orrore porta, e la sfida di non perdere se stessi e di rimanere vivi». Ha aggiunto Giovanni Bresadola, dell’associazione “Rivela”: «Abbiamo scelto di presentare questa mostra all’interno della rassegna “Poeti sociali” per far riflettere sul dolore e la sofferenza che la guerra produce, non attraverso spiegazioni politiche o un’interpretazione, ma presentando volti concreti, persone che si sono poste la domanda sul che cosa per loro era possibile fare, arrivando a fare scelte di solidarietà e giustizia».
Al momento inaugurale erano presenti anche il vescovo Domenico Pompili e del presidente della Prima circoscrizione, Lorenzo Dalai; tra le prime visitatrici anche l’attivista bielorussa Olga Karach, tornata a Verona dopo essere stata tra le protagoniste di Arena di pace 2024 per ricevere il premio Poeta sociale internazionale. È possibile visitare la mostra sull’Ucraina – così come “Chiamati due volte. I martiri d’Algeria” –, a ingresso libero e gratuito, oppure nei momenti di visite guidate da parte di alcuni giovani (orari e modalità sul sito www.poetisociali.it).
Il monaco Luciano Manicardi, aprendo la giornata di sabato 24 nella basilica di San Zeno ha delineato alcune caratteristiche dei costruttori di pace: trasformare il nemico in amico, riconoscere l’altro come un simile, scegliere parole disarmate e un silenzio che si fa ascolto, mitezza, guarire la memoria fino al perdono, vivere la lotta interiore.
Tutte caratteristiche vissute anche da Chiara d’Assisi che sarà messa in scena, tra risate e riflessioni, nel debutto su un palco veronese della comica Ippolita Baldini: «Colpisce per la sua libertà e determinazione: ha seguito il suo cuore, ha preso le sue decisioni, ha perseguito il suo desiderio anche quando è stata osteggiata, ha colto la particolare sfumatura della sororità, ha ottenuto una regola al femminile che all’inizio nessuno sembrava intenzionato a concedere». Appuntamento con Una ballata per Chiara domenica 25 ottobre alle 15 nel palazzo della Gran Guardia.“Poeti sociali” è una proposta della Fondazione Toniolo della Diocesi di Verona che si avvale del patrocinio del Comune di Verona, del sostegno della Fondazione Cattolica e Generali. Programma completo: www.poetisociali.it

Tutti i diritti riservati

!w-[42px] !h-[42px]
Sei un abbonato a Verona fedele e desideri consultare il giornale anche via web, sul tuo computer, su tablet o smartphone?
Lo puoi fare in modo rapido e gratuito. Ecco alcuni semplici passaggi per accedere alla tua edizione online e per installare l'App:
In fase di aggiornamento...

w-fullw-full