L’emergenza abitativa che sta colpendo tutta Italia (e anche Verona) ha bisogno di risposte. E Caritas continua a darne. In questi giorni è arrivato il taglio del nastro di una nuova zona all’interno del progetto di Casa Misericordia, che passa così da 10 a 14 stanze. Un ampliamento possibile anche grazie al sostegno economico del Fondo Carta Etica Unicredit. Un ampliamento che permetterà a Caritas e alle Sorelle della Misericordia, che lavorano nel progetto da tanti anni, di seguire ben 14 donne in emergenza abitativa, di diverse età e nazionalità, lavoratrici e studentesse universitarie che non dispongono di reti di supporto familiari, sociali, amicali.
«Siamo felicissimi di aprire questi nuovi posti – spiega Barbara Simoncelli, responsabile area progetti e coordinamenti per Caritas diocesana veronese – insieme al Comune di Verona, che è al nostro fianco con i suoi servizi sociali, insieme alle Sorelle della Misericordia con cui abbiamo iniziato questo percorso tanti anni fa, insieme al progetto Carta Etica di Unicredit che ci ha sostenuto, ma soprattutto insieme agli operatori e ai tantissimi volontari che sono il fulcro della nostra Caritas».
Sono tanti i progetti per le donne accolte in Casa Misericordia: dai percorsi individuali a seconda delle necessità, all’accompagnamento alla lingua italiana, dall’orientamento ai servizi pubblici, all’essere ponte verso altre realtà che collaborano con Caritas. Continua Simoncelli: «Per le donne accolte possono nascere molte opportunità esterne a noi, insieme a tutte le organizzazioni del Terzo settore che con noi lavorano, in particolar modo il gruppo di Rete Donna, che rappresenta quelle associazioni che si occupano di accoglienza al femminile e che dal 2009 con noi portano avanti un lavoro di formazione e osservatorio delle povertà, soprattutto in ambito femminile. Casa Misericordia non è solo accoglienza, ma è un progetto a 360 gradi intorno a ciascuna donna».
Sulla stessa lunghezza d’onda don Matteo Malosto, direttore di Caritas diocesana veronese: «Questa casa ha uno stile particolare. Mette insieme persone diverse, con competenze diverse, tra cui tanti volontari, per fare in modo che insieme, anche con le donne accolte, sia possibile fare un cammino comune. Non è semplicemente un luogo di accoglienza per persone in difficoltà. Qui arrivano persone che hanno bisogno per un tratto di vita di camminare insieme con noi, ma che in realtà poi diventano di grande insegnamento per ciascuno di noi. Tante volte c’è il rischio di distinguere un loro e un noi. In realtà in questa casa ci sono tantissimi spazi comuni, è tutto collegato anche con gli uffici di Caritas che sono vicini e con tutto il resto della Caritas: questo è un segno molto forte del fatto di non vedere distinte le persone che hanno bisogno e quelle che non ne abbiamo bisogno, ma che tutti quanti in qualche modo camminiamo insieme e ci arricchiamo nella nostra povertà reciproca».
L’inaugurazione dei nuovi spazi di Casa Misericordia, che nel primo semestre del 2025 ha accolto complessivamente 15 diverse donne e che oggi ne sta accogliendo 10, si inserisce all’interno della settimana del grande Giubileo della povertà. «L’emergenza abitativa – conclude don Malosto – è una grande povertà del nostro tempo. E noi come Chiesa siamo chiamati a dare risposte. Uno dei mandati che ci ha dato il Vescovo è stato quello che dove abbiamo uno spazio libero come Chiesa, dobbiamo cercare di mettere qualcuno che ha bisogno di una casa. Stiamo recuperando tante canoniche vuote su tutto il territorio e qui in Casa Misericordia c’erano questi quattro posti che da tempo non erano utilizzati e grazie a coloro che ci hanno sostenuto, oggi possiamo riaprirli: questo significa permettere a quattro storie di fare dei passi, dei passi insieme con noi. È questo ciò che più desideriamo: camminare insieme e dove c’è un posto libero, dare la possibilità a qualcuno che è senza casa o ha difficoltà. E questo fa bene prima di tutto a noi camminare con loro, perché crediamo che si può fare del bene insieme. Non è sempre facile, non è romantico per niente, però è molto vero ed è la vita concreta. Quindi a tutti quanti, dai finanziatori agli operatori e ai volontari, un grazie sincero per quello che hanno fatto e che faranno per questa casa». Il lavoro di Caritas è molto ampio su tutto l’ambito femminile. Un centinaio sono state le donne con o senza figli accolte nel 2024 nei vari progetti di housing sociale al femminile di Caritas. Numeri importanti, che però continuano a crescere.
«Una volta si parlava del problema lavoro – spiega suor Luisella Barberini, responsabile della struttura per le Sorelle della Misericordia – oggi si parla di casa. Il problema è cambiato rispetto a 14 anni fa quando io sono arrivata, ma noi siamo ancora qui, per il bene delle nostre donne accolte. Casa Misericordia è nata come orfanotrofio tantissimi anni fa, oggi dà una nuova possibilità di vita a donne vittime della tratta, vittime di violenza, donne senza dimora. Ci sono periodi in cui accogliamo donne solo italiane, altri solo straniere. Non importa nazionalità o religione: sono tutte ragazze con tanta voglia di vivere, di lavorare, nonostante abbiano alle spalle grossi problemi di famiglia. E qui hanno trovato una nuova vita. Mentre noi abbiamo sempre qualcosa da imparare la loro».
Per sostenere il progetto è possibile farlo attraverso l’Associazione San Benedetto ODV ETS, IBAN: IT74 S020 0811 7700 0000 3989 550, causale: Casa Misericordia. Per info: donazioni@caritas.vr.it.