Il 31 luglio, presso la Cascina Molino Torretta al Parco Lambro di Milano, sede di Exodus, è morto a Milano all'età di 96 anni don Antonio Mazzi. Originario di Verona, più precisamente di San Massimo, era rimasto orfano di padre da giovanissimo.
Entrato al tempo della seconda guerra mondiale nella Casa di Maguzzano della Congregazione dei Poveri Servi della Divina Provvidenza, fondata da san Giovanni Calabria, pian piano maturò la vocazione alla vita religiosa e sacerdotale.
Dopo aver studiato nel Liceo del Seminario minore della Diocesi scaligera, fece la sua prima professione come Povero Servo il 7 ottobre 1951 e la prima triennale nel 1954; fu ordinato presbitero il 26 marzo 1956. A Verona aveva svolto parte del suo apostolato religioso, impegnandosi anche nei primi passi dei progetti per obiettori di coscienza e avviando al Centro Don Calabria di via Roveggia, le attività rivolte alle persone con disabilità in un momento in cui in Italia erano pochissimi ad occuparsene.
A Milano, dove è stato tra l'altro direttore dell'Opera don Calabria di Milano in via Pusiano, a ridosso del Parco Lambro, tragicamente famoso per la tossicodipendenza, fece nascere la Comunità Exodus. Si è speso molto anche come giornalista e opinionista. Hanno sede a Verona i Centri giovanili don Mazzi, rete di progetti educativi nata per arrivare prima del disagio giovanile.
Il vescovo di Verona, mons. Domenico Pompili dichiara: «Con don Antonio scompare prima di tutto un amico fraterno e scompare un prete, figlio di don Calabria, che ha fatto della vicinanza ai ragazzi, soprattutto quelli più borderline, la ragione della sua vita. Il suo non è stato mai un approccio moralistico, ma è sempre stato uno sguardo capace di risollevare le persone confidando nella loro capacità di crescita. È stato un uomo che ha scommesso sull'umanità anche quando tutto era contrario a questa possibilità e ha fatto questo con estrema leggerezza, non senza la capacità di essere all'occorrenza severo, ma dedicando tutto se stesso al recupero delle persone considerate come scarti dalla società. Verrà a mancare un riferimento essenziale alla comunità non solo ecclesiale ma anche civile, perchè don Antonio era diventato nel tempo un riferimento per tantissimi: credo che la sua assenza si farà sentire, ma spero che quello che lui ha seminato possa continuare attraverso le tante persone che lo hanno conosciuto e che sapranno sicuramente renderlo presente, in forme diverse».
Le esequie si terranno lunedì 3 agosto alle ore 15 nella suggestiva cornice della Basilica di Sant’Ambrogio, un luogo simbolo per la città, scelto dall'amministrazione comunale per onorare la memoria di una figura che ha lasciato un'impronta indelebile nel tessuto sociale milanese e nazionale; per la stessa giornata è stato proclamato il lutto cittadino a Milano. La tumulazione avverrà invece in forma privata presso l'Abbazia di Maguzzano, nel cimitero dell'Opera don Giovanni Calabria