Acque agitate in Amia e Atv
Dipendenti in agitazione nell'azienda di igiene ambientale, filobus e gare scuotono il trasporto pubblico

Acque agitate in alcune aziende di proprietà comunale o partecipate dal Comune scaligero. Stato di agitazione per i dipendenti di Amia, “fortemente preoccupati dell’attuale situazione relativa al futuro dell’azienda e delle sorti delle centinaia di dipendenti legato alla gara del project financing – come si legge nella nota diramata dalle organizzazioni sindacali interne – ribadiscono la loro ferma presa di posizione affinché i servizi svolti da Amia per il Comune di Verona siano gestiti con affidamento diretto “in house”. Tale soluzione garantirebbe una maggiore trasparenza ed efficienza nell’operato e nella gestione dell’azienda, tutelando contemporaneamente i 550 dipendenti e le rispettive famiglie”. Il sindaco Federico Sboarina avrebbe in merito strategie diverse, sicuramente diverse da quelle presentate da molti suoi consiglieri comunali in un documento recente. E pure sul fronte trasporti pubblici non mancano le preoccupazioni, legate pure al complicatissimo iter che sta vivendo il futuro filobus: quando realmente sarà pronto? Il Comune parla di 2022, con lavori partiti nel 2019. Ma la cosa condiziona i bandi di gara per l’affidamento del servizio di trasporto pubblico, che ora vedevano città e provincia uniti (e infatti Atv era gestore unico) e che invece verranno separati in due lotti. C’è da una parte il rischio che non sia più un unico gestore a gestire il trasporto pubblico, con ovvie ripercussioni ad esempio per quei bus che collegano città e cintura urbana. Ma è impossibile fare un bando che non abbia al suo interno un chiaro riferimento alla tempistica del filobus, che a sua volta farà diminuire di 2 milioni 300mila km le percorrenze annue di tutti gli altri bus. Si attendono sviluppi.